Una parte della riflessione contemporanea sul progetto dell’esistente ha progressivamente messo in discussione il paradigma conservativo fondato sulla stabilizzazione materiale dei manufatti, riconoscendo nel tempo e nei processi di trasformazione una componente intrinseca dei paesaggi culturali. In questa prospettiva il decadimento non è interpretato esclusivamente come perdita, ma come una condizione attraverso cui i luoghi continuano a evolvere e a produrre significato. Già le riflessioni di Kevin Lynch in Wasting Away (1990) hanno evidenziato come il deperire costituisca una dimensione inevitabile della vita urbana e territoriale. Più recentemente, studi come Curated Decay (2017) di Caitlin DeSilvey hanno ulteriormente sviluppato questa posizione, proponendo di accompagnare e gestire i processi di deterioramento come parte delle pratiche di cura del patrimonio. Applicato all’heritage e al progetto di paesaggio, questo orientamento apre a forme di interpretazione progettuale più processuali e adattive, fondate non sull’arresto delle trasformazioni ma sulla loro gestione consapevole, rendendo leggibili nel tempo le stratificazioni materiali, ecologiche e culturali dei luoghi. Questa posizione trova una verifica efficace nei due interventi realizzati da Arturo Franco, il secondo con Fabrice van Teslaar, all’interno del complesso del Matadero di Madrid, progettato all’inizio del Novecento da Luis Bellido come infrastruttura produttiva e successivamente dismesso. La riconversione del Matadero in polo culturale costituisce il contesto entro cui i progetti — relativi alla Navata 8B e al Magazzino 17C — sperimentano una modalità di intervento fondata sulla riduzione, sulla selezione e sulla valorizzazione delle strutture esistenti.
Arturo Franco. Decadimento e cura. Tempo e trasformazione in due progetti del matadero di Madrid. Decay and care. Time and transformation in two prjects within the matadero complex in Madrid / Morgia, F.. - In: ABITARE LA TERRA. - ISSN 1592-8608. - (2026), pp. 20-23.
Arturo Franco. Decadimento e cura. Tempo e trasformazione in due progetti del matadero di Madrid. Decay and care. Time and transformation in two prjects within the matadero complex in Madrid
Federica Morgia
2026
Abstract
Una parte della riflessione contemporanea sul progetto dell’esistente ha progressivamente messo in discussione il paradigma conservativo fondato sulla stabilizzazione materiale dei manufatti, riconoscendo nel tempo e nei processi di trasformazione una componente intrinseca dei paesaggi culturali. In questa prospettiva il decadimento non è interpretato esclusivamente come perdita, ma come una condizione attraverso cui i luoghi continuano a evolvere e a produrre significato. Già le riflessioni di Kevin Lynch in Wasting Away (1990) hanno evidenziato come il deperire costituisca una dimensione inevitabile della vita urbana e territoriale. Più recentemente, studi come Curated Decay (2017) di Caitlin DeSilvey hanno ulteriormente sviluppato questa posizione, proponendo di accompagnare e gestire i processi di deterioramento come parte delle pratiche di cura del patrimonio. Applicato all’heritage e al progetto di paesaggio, questo orientamento apre a forme di interpretazione progettuale più processuali e adattive, fondate non sull’arresto delle trasformazioni ma sulla loro gestione consapevole, rendendo leggibili nel tempo le stratificazioni materiali, ecologiche e culturali dei luoghi. Questa posizione trova una verifica efficace nei due interventi realizzati da Arturo Franco, il secondo con Fabrice van Teslaar, all’interno del complesso del Matadero di Madrid, progettato all’inizio del Novecento da Luis Bellido come infrastruttura produttiva e successivamente dismesso. La riconversione del Matadero in polo culturale costituisce il contesto entro cui i progetti — relativi alla Navata 8B e al Magazzino 17C — sperimentano una modalità di intervento fondata sulla riduzione, sulla selezione e sulla valorizzazione delle strutture esistenti.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


