Questo saggio si propone di gettare luce, da una parte, sulla produzione poetica – finora rimasta in ombra negli studi critici – della nota germanista e comparatista Lea Ritter Santini (1928-2008); e, dall’altra, sul profondo legame che la studiosa, proprio a partire dalla condivisione della propria produzione in versi, intrecciò con la scrittrice Fabrizia Ramondino (1936-2008). Il rapporto tra le due ebbe modo di fondarsi su un’affinità biografica elettiva: entrambe abituate a sentirsi straniere in terra altrui e a dimorare sulle soglie, tra confini geografici e linguistici non rigidi, esse vissero la loro amicizia nel segno di un costante dialogo creativo; un dialogo a partire da cui Ritter Santini, per parte sua, si fece instancabile promotrice e curatrice delle opere di Ramondino in area germanofona, e Ramondino divenne l’interlocutrice privilegiata della scrittura poetica dell’amica, facendosene traduttrice in lingua italiana e rendendola oggetto di una propria rielaborazione narrativa. A partire da questo intreccio, il saggio intende così restituire la traccia – biografica e creativa – di un’amicizia esemplare tra due intellettuali significative, per quanto a lungo relegate ai margini, del Novecento europeo.
Fremdenschein: frammenti di un dialogo poetico tra Lea Ritter Santini e Fabrizia Ramondino / Maciocci, C.. - In: SEMICERCHIO. - ISSN 1123-4075. - LXXIV:2026/1(2026), pp. 86-93.
Fremdenschein: frammenti di un dialogo poetico tra Lea Ritter Santini e Fabrizia Ramondino
Chiara Maciocci
2026
Abstract
Questo saggio si propone di gettare luce, da una parte, sulla produzione poetica – finora rimasta in ombra negli studi critici – della nota germanista e comparatista Lea Ritter Santini (1928-2008); e, dall’altra, sul profondo legame che la studiosa, proprio a partire dalla condivisione della propria produzione in versi, intrecciò con la scrittrice Fabrizia Ramondino (1936-2008). Il rapporto tra le due ebbe modo di fondarsi su un’affinità biografica elettiva: entrambe abituate a sentirsi straniere in terra altrui e a dimorare sulle soglie, tra confini geografici e linguistici non rigidi, esse vissero la loro amicizia nel segno di un costante dialogo creativo; un dialogo a partire da cui Ritter Santini, per parte sua, si fece instancabile promotrice e curatrice delle opere di Ramondino in area germanofona, e Ramondino divenne l’interlocutrice privilegiata della scrittura poetica dell’amica, facendosene traduttrice in lingua italiana e rendendola oggetto di una propria rielaborazione narrativa. A partire da questo intreccio, il saggio intende così restituire la traccia – biografica e creativa – di un’amicizia esemplare tra due intellettuali significative, per quanto a lungo relegate ai margini, del Novecento europeo.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


