Il contributo esamina la reinterpretazione nietzscheana del divino attraverso la coppia concettuale leggerezza/gravità, mettendo in luce la solidarietà strutturale tra il progetto teorico di Nietzsche e la categoria di «sacro». Muovendo dall’analisi del discorso Del leggere e dello scrivere nello Zarathustra, si mostra come la critica di Nietzsche al concetto metafisico di Dio si configuri come «trascrizione» in un registro sacralmente leggero: il problema di Dio risiede nel suo insopportabile peso, piuttosto che nella sua inesistenza. Una lettura parallela della Prefazione e del discorso dell’uomo folle della Gaia scienza consente di ricostruire il passaggio nietzscheano dal «santo» (der Heilige) al «sacro» (das Heilige), da una concezione morale e personale del divino a una energetica e impersonale. La nozione di «sacro» – analizzata nella sua storia fenomenologico-religiosa (Otto, van der Leeuw, Eliade) e nella sedimentazione che riceve nella lingua tedesca (heilig) – si propone come alternativa più flessibile al concetto di Dio, congeniale alla forma mentis della contemporaneità. L’autore sostiene tuttavia che il pensiero nietzscheano smaschera la logica profonda del sacro: la connessione strutturale con la violenza, l’ambivalenza numinosa e il potenziamento dell’io. La leggerezza del sacro equivale pertanto all’appropriazione del centro gravitazionale, ben più che alla liberazione dal peso. In conclusione, si avanza l’ipotesi che il «peso della gloria» di matrice paolina (2Cor 4,16-17) offra un’alternativa alla logica sacrale, invitando a ripensare la gravità come tratto essenziale del divino.
La leggerezza del sacro. Nietzsche e la reinterpretazione del divino / Bancalari, S.. - In: GREGORIANUM. - ISSN 0017-4114. - 107:2(2026), pp. 307-324.
La leggerezza del sacro. Nietzsche e la reinterpretazione del divino
Stefano Bancalari
2026
Abstract
Il contributo esamina la reinterpretazione nietzscheana del divino attraverso la coppia concettuale leggerezza/gravità, mettendo in luce la solidarietà strutturale tra il progetto teorico di Nietzsche e la categoria di «sacro». Muovendo dall’analisi del discorso Del leggere e dello scrivere nello Zarathustra, si mostra come la critica di Nietzsche al concetto metafisico di Dio si configuri come «trascrizione» in un registro sacralmente leggero: il problema di Dio risiede nel suo insopportabile peso, piuttosto che nella sua inesistenza. Una lettura parallela della Prefazione e del discorso dell’uomo folle della Gaia scienza consente di ricostruire il passaggio nietzscheano dal «santo» (der Heilige) al «sacro» (das Heilige), da una concezione morale e personale del divino a una energetica e impersonale. La nozione di «sacro» – analizzata nella sua storia fenomenologico-religiosa (Otto, van der Leeuw, Eliade) e nella sedimentazione che riceve nella lingua tedesca (heilig) – si propone come alternativa più flessibile al concetto di Dio, congeniale alla forma mentis della contemporaneità. L’autore sostiene tuttavia che il pensiero nietzscheano smaschera la logica profonda del sacro: la connessione strutturale con la violenza, l’ambivalenza numinosa e il potenziamento dell’io. La leggerezza del sacro equivale pertanto all’appropriazione del centro gravitazionale, ben più che alla liberazione dal peso. In conclusione, si avanza l’ipotesi che il «peso della gloria» di matrice paolina (2Cor 4,16-17) offra un’alternativa alla logica sacrale, invitando a ripensare la gravità come tratto essenziale del divino.| File | Dimensione | Formato | |
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