Il saggio assume la dimensione digitale come chiave di lettura del diritto commerciale, chiarendo due nodi definitori: la nozione di digital trade e la preferenza per «transnazionale», in ragione della deterritorializzazione delle operazioni digitali. Distinta la digitalizzazione dalla dimensione digitale in senso proprio, l’analisi si sviluppa su tre piani. Sul piano dei problemi, il digitale ridefinisce categorie tradizionali (contratto, proprietà, responsabilità) e ne introduce di nuove, come il dato personale e la tutela collettiva del credito sugli attivi digitali. Sul piano dei metodi, emerge il limite dell’equivalenza funzionale e il passaggio verso un diritto «in azione» e progressivo. Sul piano delle fonti, si evidenzia il ruolo genetico del soft law delle organizzazioni internazionali, distinto dalla lex mercatoria e incompatibile con visioni cripto-anarchiche. Ne risultano un programma di ricerca fondato sulla circolarità di categorie, metodi e fonti, e una conclusione: nella dimensione digitale il diritto commerciale internazionale compie un decisivo passo in avanti nel proprio cammino verso il diritto commerciale transnazionale.
La dimensione digitale del diritto commerciale internazionale / Caridi, V.. - In: RIVISTA DI DIRITTO DELL'ECONOMIA, DEI TRASPORTI E DELL'AMBIENTE. - ISSN 1724-7322. - 24:(2026), pp. 735-767.
La dimensione digitale del diritto commerciale internazionale
Vincenzo Caridi
2026
Abstract
Il saggio assume la dimensione digitale come chiave di lettura del diritto commerciale, chiarendo due nodi definitori: la nozione di digital trade e la preferenza per «transnazionale», in ragione della deterritorializzazione delle operazioni digitali. Distinta la digitalizzazione dalla dimensione digitale in senso proprio, l’analisi si sviluppa su tre piani. Sul piano dei problemi, il digitale ridefinisce categorie tradizionali (contratto, proprietà, responsabilità) e ne introduce di nuove, come il dato personale e la tutela collettiva del credito sugli attivi digitali. Sul piano dei metodi, emerge il limite dell’equivalenza funzionale e il passaggio verso un diritto «in azione» e progressivo. Sul piano delle fonti, si evidenzia il ruolo genetico del soft law delle organizzazioni internazionali, distinto dalla lex mercatoria e incompatibile con visioni cripto-anarchiche. Ne risultano un programma di ricerca fondato sulla circolarità di categorie, metodi e fonti, e una conclusione: nella dimensione digitale il diritto commerciale internazionale compie un decisivo passo in avanti nel proprio cammino verso il diritto commerciale transnazionale.| File | Dimensione | Formato | |
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