The Tiburtine landscape, shaped by travertine quarrying, reveals deep landscape conflicts. Dewatering practices lowered aquifers, disrupted groundwater levels, and damaged ecosystems, while subsidence and sinkholes compromised housing and infrastructure. Once productive, the quarries now appear as wastelands but hold potential as laboratories for ecological regeneration. Water and soil emerge as landscape actors and agents of resistance, capable of transforming extraction voids into biodiversity reservoirs and new forms of multispecies coexistence. This paper employs speculative mapping and critical readings to envision post-extractive futures, moving beyond restorative logics toward reclamation as an ecological and social rewriting of the landscape. Il territorio tiburtino, segnato dall’estrazione del travertino, rivela un paesaggio di conflitti profondi. Le pratiche estrattive hanno abbassato la falda, alterato i livelli piezometrici e minacciato gli ecosistemi locali, mentre i processi di subsidenza e le doline hanno compromesso abitazioni e infrastrutture. Le cave, da spazi produttivi, si sono trasformate in terre di scarto, ma possiedono il potenziale per diventare laboratori di rigenerazione ecologica. Acqua e suolo emergono come attori paesaggistici e agenti di resistenza, capaci di ridefinire i vuoti estrattivi in serbatoi di biodiversità e nuove forme di coesistenza multi-specie. Questo saggio presenta mappe speculative e letture critiche come strumenti per immaginare scenari post-estrattivi, superando la logica riparativa per abbracciare la reclamation, intesa come riscrittura ecologica e sociale del paesaggio.
Il dilemma della produzione: Rappresentare le scale nascoste dell’estrazione del Travertino Romano / Ahmed, S.R.S.A.. - In: RI-VISTA. RICERCHE PER LA PROGETTAZIONE DEL PAESAGGIO. - ISSN 1724-6768. - Special Volume: 1:(2026), pp. 80-89. [10.36253/rv-18683]
Il dilemma della produzione: Rappresentare le scale nascoste dell’estrazione del Travertino Romano
Sara Radi Ahmed
2026
Abstract
The Tiburtine landscape, shaped by travertine quarrying, reveals deep landscape conflicts. Dewatering practices lowered aquifers, disrupted groundwater levels, and damaged ecosystems, while subsidence and sinkholes compromised housing and infrastructure. Once productive, the quarries now appear as wastelands but hold potential as laboratories for ecological regeneration. Water and soil emerge as landscape actors and agents of resistance, capable of transforming extraction voids into biodiversity reservoirs and new forms of multispecies coexistence. This paper employs speculative mapping and critical readings to envision post-extractive futures, moving beyond restorative logics toward reclamation as an ecological and social rewriting of the landscape. Il territorio tiburtino, segnato dall’estrazione del travertino, rivela un paesaggio di conflitti profondi. Le pratiche estrattive hanno abbassato la falda, alterato i livelli piezometrici e minacciato gli ecosistemi locali, mentre i processi di subsidenza e le doline hanno compromesso abitazioni e infrastrutture. Le cave, da spazi produttivi, si sono trasformate in terre di scarto, ma possiedono il potenziale per diventare laboratori di rigenerazione ecologica. Acqua e suolo emergono come attori paesaggistici e agenti di resistenza, capaci di ridefinire i vuoti estrattivi in serbatoi di biodiversità e nuove forme di coesistenza multi-specie. Questo saggio presenta mappe speculative e letture critiche come strumenti per immaginare scenari post-estrattivi, superando la logica riparativa per abbracciare la reclamation, intesa come riscrittura ecologica e sociale del paesaggio.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


