L’equilibrio storico tra gli habitat e gli insediamenti antropici è stato irreversibilmente alterato, a partire dal Secondo dopoguerra, gli anni del boom economico, della speculazione edilizia e dell’avvento del turismo balneare. Questo sviluppo ha innescato un’urbanizzazione aggressiva e incontrollata, che ha generato fenomeni estesi di sprawl territoriale. La profonda trasformazione del paesaggio costiero italiano mette in luce due realtà che abitano contemporaneamente: l’‘evasione’, identificabile nelle opere costruite, simbolo della vacanza e del piacere, e ‘l’esclusione’, identificabile negli spazi residuali urbani, come esiti non pianificati dell’edificazione selvaggia. Il contributo intende esplorare come tali aree, spesso rimosse dall’immaginario collettivo o considerate semplici scarti del processo di lottizzazione, possano essere portate all’attenzione pubblica e disciplinare attraverso la visualizzazione. La mappatura e l’interpretazione di questi ‘negativi’ del paesaggio costruito diventano strumenti cruciali per promuovere la consapevolezza critica del territorio contemporaneo e stimolare interventi mirati di cura e rigenerazione.
Oltre l’idillio. Come l’idealizzazione della vacanza ha stravolto il paesaggio costiero italiano / De Bonis, M.. - (2026), pp. 304-315. (VL 2026. International Conference on Visualizing Landscape Caserta; Italy ).
Oltre l’idillio. Come l’idealizzazione della vacanza ha stravolto il paesaggio costiero italiano
Mattia De Bonis
2026
Abstract
L’equilibrio storico tra gli habitat e gli insediamenti antropici è stato irreversibilmente alterato, a partire dal Secondo dopoguerra, gli anni del boom economico, della speculazione edilizia e dell’avvento del turismo balneare. Questo sviluppo ha innescato un’urbanizzazione aggressiva e incontrollata, che ha generato fenomeni estesi di sprawl territoriale. La profonda trasformazione del paesaggio costiero italiano mette in luce due realtà che abitano contemporaneamente: l’‘evasione’, identificabile nelle opere costruite, simbolo della vacanza e del piacere, e ‘l’esclusione’, identificabile negli spazi residuali urbani, come esiti non pianificati dell’edificazione selvaggia. Il contributo intende esplorare come tali aree, spesso rimosse dall’immaginario collettivo o considerate semplici scarti del processo di lottizzazione, possano essere portate all’attenzione pubblica e disciplinare attraverso la visualizzazione. La mappatura e l’interpretazione di questi ‘negativi’ del paesaggio costruito diventano strumenti cruciali per promuovere la consapevolezza critica del territorio contemporaneo e stimolare interventi mirati di cura e rigenerazione.| File | Dimensione | Formato | |
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