L’articolo interroga le modalità di regolazione del rapporto tra pubblico e privato nell’urbanistica contrattuale attraverso il caso dei Servizi Privati di Interesse Generale (SPIG) promossi dal Comune di Milano a partire dal 2012. Il contributo inquadra la disciplina urbanistica degli SPIG ponendo l’accento sull’ affermazione di un principio di bilanciamento economico tra i vantaggi per gli operatori privati e beneficio per la collettività. La traduzione operativa di questo principio mette in luce una tensione tra un vantaggio privato facilmente stimabile e uno pubblico di difficile misurazione. Ciò evidenzia la discrezionalità dei processi di convenzionamento e la forte responsabilità a cui sono sottoposti gli uffici tecnici comunali in un quadro normativo ancora generale. Ne emerge un modello di intervento in cui lo stato agisce come “soccorritore preventivo” degli operatori immobiliari, trasferendo parte del valore prodotto dalle trasformazioni urbane alla riduzione del rischio degli investimenti privati a fronte di servizi di interesse generale gestiti da privati e proposti al pubblico “a prezzi calmierati” rispetto al libero mercato. Questo modello conduce a interrogarsi sia sulla natura dell’interesse generale sia sull’esistenza, nelle condizioni in cui opera l’amministrazione milanese, di diverse modalità di utilizzo del valore generato dalle trasformazioni del territorio.
I Servizi Privati di Interesse Generale (SPIG) e la publicness della città pubblico-privata / De Ambrogio, G.. - 9:(2026), pp. 46-53. (XVII Conferenza Nazionale SIU - Società Italiana degli Urbanisti. Publicness. Le sfide della dimensione pubblica nella città e nei territori Milano ).
I Servizi Privati di Interesse Generale (SPIG) e la publicness della città pubblico-privata
De Ambrogio, Giorgio
2026
Abstract
L’articolo interroga le modalità di regolazione del rapporto tra pubblico e privato nell’urbanistica contrattuale attraverso il caso dei Servizi Privati di Interesse Generale (SPIG) promossi dal Comune di Milano a partire dal 2012. Il contributo inquadra la disciplina urbanistica degli SPIG ponendo l’accento sull’ affermazione di un principio di bilanciamento economico tra i vantaggi per gli operatori privati e beneficio per la collettività. La traduzione operativa di questo principio mette in luce una tensione tra un vantaggio privato facilmente stimabile e uno pubblico di difficile misurazione. Ciò evidenzia la discrezionalità dei processi di convenzionamento e la forte responsabilità a cui sono sottoposti gli uffici tecnici comunali in un quadro normativo ancora generale. Ne emerge un modello di intervento in cui lo stato agisce come “soccorritore preventivo” degli operatori immobiliari, trasferendo parte del valore prodotto dalle trasformazioni urbane alla riduzione del rischio degli investimenti privati a fronte di servizi di interesse generale gestiti da privati e proposti al pubblico “a prezzi calmierati” rispetto al libero mercato. Questo modello conduce a interrogarsi sia sulla natura dell’interesse generale sia sull’esistenza, nelle condizioni in cui opera l’amministrazione milanese, di diverse modalità di utilizzo del valore generato dalle trasformazioni del territorio.| File | Dimensione | Formato | |
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