Il sito archeologico di Tell es-Salihiyeh/Tell Ferzat si trova nell’oasi di Damasco, all’interno di un’area teatro di disordini e scontri avvenuti durante il periodo della crisi siriana degli ultimi 13 anni. Nelle recenti campagne di scavo, in particolare nel giugno 2023, la missione della Sapienza Università di Roma ha portato alla luce una porzione della cittadella dell’età del Ferro (1200-500 a.C.) nella quale si notano le tracce evidenti di due diverse distruzioni: la prima, quella antica, che dalle fonti è avvenuta per mano degli Assiri e la seconda, quella moderna, ricostruibile dalle tracce sui muri distrutti dal passaggio delle benne degli escavatori e riconducibile ad attività di scavi illeciti. Le strutture messe in luce sono quindi danneggiate non solo per il risultato delle battaglie antiche, ma anche per gli effetti del conflitto moderno. È proprio attraverso i frammenti delle strutture sopravvissute al re assiro prima, e agli anni di tumulti e agli scavi clandestini poi, che si intende ricostruire la storia dell’antico insediamento, non soltanto per la conoscenza e la salvaguardia del patrimonio culturale ma anche per la conservazione della memoria storica di questi luoghi.
Frammenti di antiche e moderne distruzioni: considerazioni teoriche ed etiche preliminari sui nuovi scavi della Sapienza in Siria / De Vito, L.. - 8:(2026), pp. 113-131. (Annual Meeting of Postgraduates in Reception of Ancient World (AMPRAW 2023) Napoli ) [10.69590/pbms1529].
Frammenti di antiche e moderne distruzioni: considerazioni teoriche ed etiche preliminari sui nuovi scavi della Sapienza in Siria
Licia De Vito
2026
Abstract
Il sito archeologico di Tell es-Salihiyeh/Tell Ferzat si trova nell’oasi di Damasco, all’interno di un’area teatro di disordini e scontri avvenuti durante il periodo della crisi siriana degli ultimi 13 anni. Nelle recenti campagne di scavo, in particolare nel giugno 2023, la missione della Sapienza Università di Roma ha portato alla luce una porzione della cittadella dell’età del Ferro (1200-500 a.C.) nella quale si notano le tracce evidenti di due diverse distruzioni: la prima, quella antica, che dalle fonti è avvenuta per mano degli Assiri e la seconda, quella moderna, ricostruibile dalle tracce sui muri distrutti dal passaggio delle benne degli escavatori e riconducibile ad attività di scavi illeciti. Le strutture messe in luce sono quindi danneggiate non solo per il risultato delle battaglie antiche, ma anche per gli effetti del conflitto moderno. È proprio attraverso i frammenti delle strutture sopravvissute al re assiro prima, e agli anni di tumulti e agli scavi clandestini poi, che si intende ricostruire la storia dell’antico insediamento, non soltanto per la conoscenza e la salvaguardia del patrimonio culturale ma anche per la conservazione della memoria storica di questi luoghi.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


