Il saggio esamina l'UNCITRAL ATR Toolkit 2025 — il documento «Asset Tracing and Recovery in Insolvency Proceedings», adottato alla cinquantottesima sessione della Commissione — nel confronto con l'ordinamento italiano e con il quadro normativo europeo rinnovato dalla Direttiva (UE) 2026/799. La tesi centrale è che la tassonomia funzionale del Toolkit — misure informative, di protezione e di recupero degli attivi — operi come regola di qualificazione del diritto internazionale privato, prescrivendo regimi di circolazione transfrontaliera differenziati per ciascuna categoria di misure. L'ambiente digitale è esaminato come il luogo in cui le categorie tradizionali dell'ATR mostrano i propri limiti strutturali: la dissociazione tra titolarità e controllo degli attivi digitali, l'irreversibilità tecnica delle transazioni on-chain e, soprattutto, l'assenza del gatekeeper istituzionale negli assetti di self-custody rendono il freezing order geneticamente inefficace, spostando il peso del sistema sulle misure preventive. Il saggio formula altresì proposte de iure condendo — deposito obbligatorio delle chiavi private presso un CASP regolato, legal triggers negli smart contracts, presunzioni di occultamento — e si chiude con rilievi critici sul coordinamento tra procedura concorsuale, normativa antiriciclaggio e misure di prevenzione patrimoniale.
“Asset tracing and recovery” e mercato digitale / Vattermoli, D.. - In: DIRITTO DELLA BANCA E DEL MERCATO FINANZIARIO. - ISSN 1722-8360. - 40:2(2026), pp. 171-210.
“Asset tracing and recovery” e mercato digitale
Daniele Vattermoli
2026
Abstract
Il saggio esamina l'UNCITRAL ATR Toolkit 2025 — il documento «Asset Tracing and Recovery in Insolvency Proceedings», adottato alla cinquantottesima sessione della Commissione — nel confronto con l'ordinamento italiano e con il quadro normativo europeo rinnovato dalla Direttiva (UE) 2026/799. La tesi centrale è che la tassonomia funzionale del Toolkit — misure informative, di protezione e di recupero degli attivi — operi come regola di qualificazione del diritto internazionale privato, prescrivendo regimi di circolazione transfrontaliera differenziati per ciascuna categoria di misure. L'ambiente digitale è esaminato come il luogo in cui le categorie tradizionali dell'ATR mostrano i propri limiti strutturali: la dissociazione tra titolarità e controllo degli attivi digitali, l'irreversibilità tecnica delle transazioni on-chain e, soprattutto, l'assenza del gatekeeper istituzionale negli assetti di self-custody rendono il freezing order geneticamente inefficace, spostando il peso del sistema sulle misure preventive. Il saggio formula altresì proposte de iure condendo — deposito obbligatorio delle chiavi private presso un CASP regolato, legal triggers negli smart contracts, presunzioni di occultamento — e si chiude con rilievi critici sul coordinamento tra procedura concorsuale, normativa antiriciclaggio e misure di prevenzione patrimoniale.| File | Dimensione | Formato | |
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