Nel primo dopoguerra la giovane Ines Donati arrivava a Roma da San Severino Marche . Nella capitale si politicizzava militando in diverse associazioni nazionaliste (Unione popolare antibolscevica, Associazione nazionalistica italiana come unica donna nella squadra guidata da Mario Nati, ecc.), sostituendo nelle fila del Volontariato civile pubblici dipendenti negli scioperi susseguitesi nella capitale tra il 1919 e il 1920, facendo propri comportamenti legati al virilismo del fascismo delle origini. Fu coinvolta in diverse azioni squadriste tra cui quella contro il deputato socialista Della Seta e partecipò alla marcia su Roma, a seguito della quale per una delezione venne arrestata e reclusa nell'istituto di pena femminile delle Mantellate. Salito al potere il fascismo venne emarginata per i suoi comportamenti non confacenti agli ideali femminili del regime. Scomparsa nel 1924 negli anni trenta la sua memoria venne recuperata, la sua salma traslata dal cimitero di Matelica al Mausoleo dei caduti fascisti al Verano e una serie di cerimonie pubbliche venivano a lei dedicate. Dopo la conquista dell'Etiopia, sulla base di una precisa operazione politica la Donati veniva definita protagonista e vittima della rivoluzione fascista e indicata come un perfetto esempio di donna italiana.
Lo squadrismo femminile. Ines Donati una donna alla marcia su Roma / Capuzzo, E.. - (2025), pp. 95-109.
Lo squadrismo femminile. Ines Donati una donna alla marcia su Roma.
Capuzzo, Ester
2025
Abstract
Nel primo dopoguerra la giovane Ines Donati arrivava a Roma da San Severino Marche . Nella capitale si politicizzava militando in diverse associazioni nazionaliste (Unione popolare antibolscevica, Associazione nazionalistica italiana come unica donna nella squadra guidata da Mario Nati, ecc.), sostituendo nelle fila del Volontariato civile pubblici dipendenti negli scioperi susseguitesi nella capitale tra il 1919 e il 1920, facendo propri comportamenti legati al virilismo del fascismo delle origini. Fu coinvolta in diverse azioni squadriste tra cui quella contro il deputato socialista Della Seta e partecipò alla marcia su Roma, a seguito della quale per una delezione venne arrestata e reclusa nell'istituto di pena femminile delle Mantellate. Salito al potere il fascismo venne emarginata per i suoi comportamenti non confacenti agli ideali femminili del regime. Scomparsa nel 1924 negli anni trenta la sua memoria venne recuperata, la sua salma traslata dal cimitero di Matelica al Mausoleo dei caduti fascisti al Verano e una serie di cerimonie pubbliche venivano a lei dedicate. Dopo la conquista dell'Etiopia, sulla base di una precisa operazione politica la Donati veniva definita protagonista e vittima della rivoluzione fascista e indicata come un perfetto esempio di donna italiana.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


