La tesi Corpi e architetture dell’altro abitare. Transizioni e pattern: spazi di cura, detenzione e apprendimento indaga la relazione tra corpo e spazio nei contesti dell’“altro abitare”, assumendo come ambiti privilegiati di osservazione le scuole, i luoghi della cura e gli spazi della detenzione. Muovendo da una prospettiva fenomenologica e dalla nozione di conoscenza incarnata, la ricerca considera il corpo non come semplice dato metrico o anatomico, ma come soggetto percettivo, situato e plurale, la cui esperienza si costruisce attraverso orientamento, movimento, memoria e interazione con l’ambiente costruito. In questa prospettiva, la tesi evidenzia i limiti degli strumenti progettuali tradizionali, prevalentemente fondati su parametri euclidei, normativi e prestazionali, nel restituire la complessità delle dinamiche tra configurazione spaziale, percezione e possibilità d’azione. A partire da tale criticità, il lavoro propone un ampliamento dell’approccio tipologico mediante il dialogo con una lettura topologica dello spazio, orientata a cogliere continuità e discontinuità, soglie, sequenze, gradienti e traiettorie. La metodologia integra analisi teorico-critica, confronto comparativo, questionari, pratiche laboratoriali, interviste, sopralluoghi e strumenti configurazionali, tra cui la Visibility Graph Analysis, applicati a sei casi studio contemporanei relativi ai tre ambiti indagati. L’esito della ricerca consiste nella costruzione di una griglia analitico-operativa fondata sulle categorie di porosità, gradiente e traiettoria, messe in relazione con i canali percettivi, al fine di verificare come specifiche configurazioni spaziali incidano sulla qualità dell’esperienza. La tesi sostiene, in conclusione, che nei contesti altamente regolamentati la qualità dell’abitare dipenda non soltanto dall’efficienza funzionale, ma anche dalla modulazione delle intensità sensoriali, dalle possibilità di appropriazione e dalla relazione tra dispositivi spaziali, pratiche d’uso e vissuto corporeo.
Corpi e architetture dell'altro abitare. Transizioni e pattern: spazi di cura, detenzione e apprendimento / Ciangola, M.. - (2026 Jun 10).
Corpi e architetture dell'altro abitare. Transizioni e pattern: spazi di cura, detenzione e apprendimento
CIANGOLA, MANUELA
10/06/2026
Abstract
La tesi Corpi e architetture dell’altro abitare. Transizioni e pattern: spazi di cura, detenzione e apprendimento indaga la relazione tra corpo e spazio nei contesti dell’“altro abitare”, assumendo come ambiti privilegiati di osservazione le scuole, i luoghi della cura e gli spazi della detenzione. Muovendo da una prospettiva fenomenologica e dalla nozione di conoscenza incarnata, la ricerca considera il corpo non come semplice dato metrico o anatomico, ma come soggetto percettivo, situato e plurale, la cui esperienza si costruisce attraverso orientamento, movimento, memoria e interazione con l’ambiente costruito. In questa prospettiva, la tesi evidenzia i limiti degli strumenti progettuali tradizionali, prevalentemente fondati su parametri euclidei, normativi e prestazionali, nel restituire la complessità delle dinamiche tra configurazione spaziale, percezione e possibilità d’azione. A partire da tale criticità, il lavoro propone un ampliamento dell’approccio tipologico mediante il dialogo con una lettura topologica dello spazio, orientata a cogliere continuità e discontinuità, soglie, sequenze, gradienti e traiettorie. La metodologia integra analisi teorico-critica, confronto comparativo, questionari, pratiche laboratoriali, interviste, sopralluoghi e strumenti configurazionali, tra cui la Visibility Graph Analysis, applicati a sei casi studio contemporanei relativi ai tre ambiti indagati. L’esito della ricerca consiste nella costruzione di una griglia analitico-operativa fondata sulle categorie di porosità, gradiente e traiettoria, messe in relazione con i canali percettivi, al fine di verificare come specifiche configurazioni spaziali incidano sulla qualità dell’esperienza. La tesi sostiene, in conclusione, che nei contesti altamente regolamentati la qualità dell’abitare dipenda non soltanto dall’efficienza funzionale, ma anche dalla modulazione delle intensità sensoriali, dalle possibilità di appropriazione e dalla relazione tra dispositivi spaziali, pratiche d’uso e vissuto corporeo.| File | Dimensione | Formato | |
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Note: Tesi di dottorato Manuela Ciangola.Corpi e architetture dell_altro abitare. Transizione e pattern
Tipologia:
Tesi di dottorato
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