Con il presente contributo si intende affrontare la spinosa questione del rapporto tra la costa orientale della città di Napoli ed il tessuto urbano formatosi a partire dal XVIII secolo a ridosso della Regia Strada delle Calabrie, la più lunga e importante via di comunicazione dell’allora Regno delle due Sicilie. Trattasi di un territorio privilegiato dal punto di vista paesaggistico per una posizione geografica compresa tra il Vesuvio e la fascia costiera con conseguente affaccio diretto sul Golfo di Napoli; tuttavia, in questo ca-so più che altrove, il rapporto tra mare e città rappresenta un nodo critico assai dibattuto, essendo bru-scamente interrotto da una serie di infrastrutture che si ergono a vere e proprie barriere fisiche alla frui-zione del water front. Questa proposta individua nella foresta l’elemento col quale riconquistare la linea di costa e, al tempo stesso, annetterla alla città penetrando la stessa, ridefinendo l’assetto urbano attra-verso connessioni mare-montagna capaci di costituire una rete green servendosi delle infrastrutture esistenti favorendo lo sviluppo di una mobilità dolce. Si tenta inoltre di ripristinare l’antico tessuto urbano del Miglio d’Oro con gli antichi viali interni delle Ville vesuviane un tempo conducenti ad una serie di orti, giardini, nonché a logge, terrazze, nicchie e padiglioni caratterizzanti i fronti verso il mare o la montagna delle residenze nobiliari, purtroppo andati in larga parte perduti a seguito degli interventi infrastrutturali e delle numerose superfetazioni edilizie avvenute nei secoli. Un attento intervento di forestazione urbana, capace di intervenire trasversalmente alla linea di costa saldando residui naturali o di “natura naturata” residui, consentirebbe di perseguire una serie di obiettivi ecologici quali: la mitigazione del calore, il miglioramento della qualità dell’aria, la riduzione di fenomeni di inquinamento acustico ecc. all'interno di una generale ipotesi 'formale' di riconfigurazione del territorio in esame per un rinnovato rapporto tra città e natura.
Una foresta a est di Napoli. Per riconquistare la città / Lombardi, S.D.. - 1:(2026), pp. 184-189. (Arbosfera. Ripensare lo spazio urbano attraverso la foresta Napoli ) [10.69077/ARBOSFERA_01].
Una foresta a est di Napoli. Per riconquistare la città
Lombardi, Salvatore Daniele
2026
Abstract
Con il presente contributo si intende affrontare la spinosa questione del rapporto tra la costa orientale della città di Napoli ed il tessuto urbano formatosi a partire dal XVIII secolo a ridosso della Regia Strada delle Calabrie, la più lunga e importante via di comunicazione dell’allora Regno delle due Sicilie. Trattasi di un territorio privilegiato dal punto di vista paesaggistico per una posizione geografica compresa tra il Vesuvio e la fascia costiera con conseguente affaccio diretto sul Golfo di Napoli; tuttavia, in questo ca-so più che altrove, il rapporto tra mare e città rappresenta un nodo critico assai dibattuto, essendo bru-scamente interrotto da una serie di infrastrutture che si ergono a vere e proprie barriere fisiche alla frui-zione del water front. Questa proposta individua nella foresta l’elemento col quale riconquistare la linea di costa e, al tempo stesso, annetterla alla città penetrando la stessa, ridefinendo l’assetto urbano attra-verso connessioni mare-montagna capaci di costituire una rete green servendosi delle infrastrutture esistenti favorendo lo sviluppo di una mobilità dolce. Si tenta inoltre di ripristinare l’antico tessuto urbano del Miglio d’Oro con gli antichi viali interni delle Ville vesuviane un tempo conducenti ad una serie di orti, giardini, nonché a logge, terrazze, nicchie e padiglioni caratterizzanti i fronti verso il mare o la montagna delle residenze nobiliari, purtroppo andati in larga parte perduti a seguito degli interventi infrastrutturali e delle numerose superfetazioni edilizie avvenute nei secoli. Un attento intervento di forestazione urbana, capace di intervenire trasversalmente alla linea di costa saldando residui naturali o di “natura naturata” residui, consentirebbe di perseguire una serie di obiettivi ecologici quali: la mitigazione del calore, il miglioramento della qualità dell’aria, la riduzione di fenomeni di inquinamento acustico ecc. all'interno di una generale ipotesi 'formale' di riconfigurazione del territorio in esame per un rinnovato rapporto tra città e natura.| File | Dimensione | Formato | |
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