Questa ricerca affronta un tema centrale dell’archeologia tardoantica: la trasformazione del rapporto topografico tra spazi destinati alla cura dei defunti e le città dei vivi tra V e VIII secolo, concentrandosi sul contesto regionale di Creta. In questo arco cronologico, la progressiva sovrapposizione delle sepolture a settori della città romano-classica e la loro crescente compresenza con spazi di vita, produzione e servizio costituiscono un indicatore sensibile dei processi di ridefinizione della forma urbana. L’obiettivo non è ricostruire una storia della gestione dei defunti, ma utilizzare le evidenze funerarie come strumento per osservare in diacronia mutamenti insediativi, modalità di gestione dello spazio e forme di percezione e organizzazione del paesaggio urbano. La ricerca risponde a due quesiti principali: quali siano, come si configurino e dove si collochino le aree funerarie tardoantiche nelle città cretesi; e in che modo la loro distribuzione possa contribuire a delineare un’immagine più coerente della città insulare tra tarda antichità e prima età bizantina. Il lavoro si fonda su un approccio multiscalare, dalla lettura dei singoli contesti e dei processi di formazione (quando documentati) fino alla restituzione a scala urbana. Operativamente, l’indagine integra spoglio bibliografico, riscontri sul territorio, dati di scavo e un sistema GIS relazionale progettato per archiviare, normalizzare e rappresentare in forma spaziale la casistica funeraria. Un ruolo centrale è svolto dai progetti attivi a Gortina (scavo del Quartiere Bizantino del Pythion e PRIN GIS-DIARIES), che hanno offerto un laboratorio privilegiato per affinare metodi e criteri di classificazione e per sperimentare strumenti di restituzione cartografica. I risultati delineano un panorama non uniforme, in cui le soluzioni funerarie si distribuiscono lungo un continuum di regimi di gestione e di organizzazione topografica. La tipizzazione proposta distingue, a scala intermedia tra settore e insediamento, sepolcreti connessi a spazi cultuali, necropoli e cimiteri non dipendenti da edifici ecclesiastici, e deposizioni isolate o nuclei minimi inseriti nel tessuto urbano e periurbano. Nel complesso, la tesi propone un repertorio sistematico e una base comparativa per interpretazioni successive, evidenziando come lo studio delle distribuzioni funerarie possa contribuire a comprendere la trasformazione delle città cretesi e, più in generale, la topografia urbana mediterranea della tarda antichità.

Gli spazi dei morti nella città dei vivi a Creta: evidenze funerarie e urbanistica tra V e VIII secolo d.C / Lapacciana, N.. - (2026 May 22).

Gli spazi dei morti nella città dei vivi a Creta: evidenze funerarie e urbanistica tra V e VIII secolo d.C.

LAPACCIANA, NICOLA
22/05/2026

Abstract

Questa ricerca affronta un tema centrale dell’archeologia tardoantica: la trasformazione del rapporto topografico tra spazi destinati alla cura dei defunti e le città dei vivi tra V e VIII secolo, concentrandosi sul contesto regionale di Creta. In questo arco cronologico, la progressiva sovrapposizione delle sepolture a settori della città romano-classica e la loro crescente compresenza con spazi di vita, produzione e servizio costituiscono un indicatore sensibile dei processi di ridefinizione della forma urbana. L’obiettivo non è ricostruire una storia della gestione dei defunti, ma utilizzare le evidenze funerarie come strumento per osservare in diacronia mutamenti insediativi, modalità di gestione dello spazio e forme di percezione e organizzazione del paesaggio urbano. La ricerca risponde a due quesiti principali: quali siano, come si configurino e dove si collochino le aree funerarie tardoantiche nelle città cretesi; e in che modo la loro distribuzione possa contribuire a delineare un’immagine più coerente della città insulare tra tarda antichità e prima età bizantina. Il lavoro si fonda su un approccio multiscalare, dalla lettura dei singoli contesti e dei processi di formazione (quando documentati) fino alla restituzione a scala urbana. Operativamente, l’indagine integra spoglio bibliografico, riscontri sul territorio, dati di scavo e un sistema GIS relazionale progettato per archiviare, normalizzare e rappresentare in forma spaziale la casistica funeraria. Un ruolo centrale è svolto dai progetti attivi a Gortina (scavo del Quartiere Bizantino del Pythion e PRIN GIS-DIARIES), che hanno offerto un laboratorio privilegiato per affinare metodi e criteri di classificazione e per sperimentare strumenti di restituzione cartografica. I risultati delineano un panorama non uniforme, in cui le soluzioni funerarie si distribuiscono lungo un continuum di regimi di gestione e di organizzazione topografica. La tipizzazione proposta distingue, a scala intermedia tra settore e insediamento, sepolcreti connessi a spazi cultuali, necropoli e cimiteri non dipendenti da edifici ecclesiastici, e deposizioni isolate o nuclei minimi inseriti nel tessuto urbano e periurbano. Nel complesso, la tesi propone un repertorio sistematico e una base comparativa per interpretazioni successive, evidenziando come lo studio delle distribuzioni funerarie possa contribuire a comprendere la trasformazione delle città cretesi e, più in generale, la topografia urbana mediterranea della tarda antichità.
22-mag-2026
Fiocchi Nicolai, Vincenzo
File allegati a questo prodotto
File Dimensione Formato  
Tesi_dottorato_Lapacciana.pdf

accesso aperto

Note: tesi completa
Tipologia: Tesi di dottorato
Licenza: Creative commons
Dimensione 72.09 MB
Formato Adobe PDF
72.09 MB Adobe PDF

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11573/1769170
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact