Among the Nahua of the Postclassic period, the practice of human sacrifice reached a scale unmatched by any other human civilization. In addition to being dismembered, the victims’ bodies were, on numerous occasions, consumed in acts of anthropophagy that horrified the first European colonizers. In this article, I aim to reexamine the Mexica’s practice of human sacrifice and the consumption of human bodies, seeking to determine whether the principles underlying these practices can be partially elucidated in light of contemporary Nahua ritual practices and statements. While bearing in mind the profound differences between that pre-Hispanic state society (highly hierarchical, warlike, and «pagan») and today’s rural communities (egalitarian, peaceful, and Christianized), I will attempt to highlight how the principles of restitution, circulation, and redistribution of vital energies - associated with the various components of the person - are present in both contexts. These principles emerge in particular as central to the Mexica sacrificial logic: aimed at the ritual regeneration of both human and non-human beings, these practices are inseparable from the creation and use of «receptacles» or «containers» (garments, human skins, effigies made of various materials, including edible ones) intended to contain (and transfer) these energies. This raises questions about the consumption of bodies (as well as ritual effigies), suggesting that it can be viewed as a form of sharing between humans and non-humans, capable of producing desirable beneficial effects on society and the world. A detailed examination of the specific meanings of Mexica ritual anthropophagy will also shed light on some clear similarities, as well as substantial differences, between Mesoamerican practices and Tupi cannibalism on Brazil’s Atlantic coast.

Tra i Nahua del periodo postclassico, la pratica del sacrificio umano raggiunse una magnitudine ineguagliata tra le cività umane. I corpi delle vittime, oltre a venire smembrati, in svariate occasioni venivano consumati in pratiche antropofagiche che suscitarono l’orrore dei primi colonizzatori europei. Nell’articolo mi propongo di riesaminare il sacrificio e il consumo dei corpi da parte dei Mexica cercando di verificare se i principi che lo ispiravano possano venire parzialmente chiariti alla luce delle pratiche rituali e degli enunciati dei Nahua contemporanei. Pur tenendo presenti le profonde differenze che separano quella società statuale preispanica (fortemente gerarchizzata, bellicosa e «pagana»), dalle comunità rurali attuali (egualitarie, pacifiche e cristianizzate), cercherò di mettere in luce come i principi di restituzione, circolazione e redistribuzione di energie vitali, associate alle componenti della persona, siano presenti in entrambi i contesti. Tali principi emergono in particolare come centrali nella logica sacrificale mexica: volte alla rigenerazione rituale degli esseri umani e di quelli extraumani, tali pratiche sono indissociabili dalla creazione e dall’impiego di «ricettacoli» o «coperture» (vesti, pelli umane, effigi di diverse sostanze, anche commestibili) destinati a contenere (e a trasferire) tali energie. Ciò consente di interrogarsi sul consumo alimentare dei corpi (così come delle effigi rituali), suggerendo come esso possa essere considerato una forma di condivisione tra umani ed extraumani, in grado di produrre auspicati effetti benefici sulla società e sul mondo. La dettagliata disamina dei peculiari significati dell’anthropofagia rituale Mexica consentirà altresì di mettere in luce alcune evidenti somiglianze, nonché sostanziali differenze, tra le pratiche mesoamericane e il cannibalismo tupì della costa atlantica del Brasile.

Essenze, flussi e ricettacoli. Riflessioni etnologiche sul sacrificio umano e l’antropofagia dei Nahua preispanici / Lupo, A.. - In: L' UOMO SOCIETÀ TRADIZIONE SVILUPPO. - ISSN 2465-1761. - XV:2(2025), pp. 85-122.

Essenze, flussi e ricettacoli. Riflessioni etnologiche sul sacrificio umano e l’antropofagia dei Nahua preispanici

Lupo Alessandro
2025

Abstract

Among the Nahua of the Postclassic period, the practice of human sacrifice reached a scale unmatched by any other human civilization. In addition to being dismembered, the victims’ bodies were, on numerous occasions, consumed in acts of anthropophagy that horrified the first European colonizers. In this article, I aim to reexamine the Mexica’s practice of human sacrifice and the consumption of human bodies, seeking to determine whether the principles underlying these practices can be partially elucidated in light of contemporary Nahua ritual practices and statements. While bearing in mind the profound differences between that pre-Hispanic state society (highly hierarchical, warlike, and «pagan») and today’s rural communities (egalitarian, peaceful, and Christianized), I will attempt to highlight how the principles of restitution, circulation, and redistribution of vital energies - associated with the various components of the person - are present in both contexts. These principles emerge in particular as central to the Mexica sacrificial logic: aimed at the ritual regeneration of both human and non-human beings, these practices are inseparable from the creation and use of «receptacles» or «containers» (garments, human skins, effigies made of various materials, including edible ones) intended to contain (and transfer) these energies. This raises questions about the consumption of bodies (as well as ritual effigies), suggesting that it can be viewed as a form of sharing between humans and non-humans, capable of producing desirable beneficial effects on society and the world. A detailed examination of the specific meanings of Mexica ritual anthropophagy will also shed light on some clear similarities, as well as substantial differences, between Mesoamerican practices and Tupi cannibalism on Brazil’s Atlantic coast.
2025
Tra i Nahua del periodo postclassico, la pratica del sacrificio umano raggiunse una magnitudine ineguagliata tra le cività umane. I corpi delle vittime, oltre a venire smembrati, in svariate occasioni venivano consumati in pratiche antropofagiche che suscitarono l’orrore dei primi colonizzatori europei. Nell’articolo mi propongo di riesaminare il sacrificio e il consumo dei corpi da parte dei Mexica cercando di verificare se i principi che lo ispiravano possano venire parzialmente chiariti alla luce delle pratiche rituali e degli enunciati dei Nahua contemporanei. Pur tenendo presenti le profonde differenze che separano quella società statuale preispanica (fortemente gerarchizzata, bellicosa e «pagana»), dalle comunità rurali attuali (egualitarie, pacifiche e cristianizzate), cercherò di mettere in luce come i principi di restituzione, circolazione e redistribuzione di energie vitali, associate alle componenti della persona, siano presenti in entrambi i contesti. Tali principi emergono in particolare come centrali nella logica sacrificale mexica: volte alla rigenerazione rituale degli esseri umani e di quelli extraumani, tali pratiche sono indissociabili dalla creazione e dall’impiego di «ricettacoli» o «coperture» (vesti, pelli umane, effigi di diverse sostanze, anche commestibili) destinati a contenere (e a trasferire) tali energie. Ciò consente di interrogarsi sul consumo alimentare dei corpi (così come delle effigi rituali), suggerendo come esso possa essere considerato una forma di condivisione tra umani ed extraumani, in grado di produrre auspicati effetti benefici sulla società e sul mondo. La dettagliata disamina dei peculiari significati dell’anthropofagia rituale Mexica consentirà altresì di mettere in luce alcune evidenti somiglianze, nonché sostanziali differenze, tra le pratiche mesoamericane e il cannibalismo tupì della costa atlantica del Brasile.
Nahua; Mexica; sacrificio; antropofagia; rituale
01 Pubblicazione su rivista::01a Articolo in rivista
Essenze, flussi e ricettacoli. Riflessioni etnologiche sul sacrificio umano e l’antropofagia dei Nahua preispanici / Lupo, A.. - In: L' UOMO SOCIETÀ TRADIZIONE SVILUPPO. - ISSN 2465-1761. - XV:2(2025), pp. 85-122.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11573/1769166
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