Quali relazioni sono in grado di attraversare la mutazione del mondo? Questa ricerca muove dall’ipotesi che il concetto di relazione costituisca la struttura profonda attraverso cui, nel tempo, sono state interpretate la natura, il territorio e il progetto di paesaggio. Le relazioni non sono semplici connessioni tra elementi già dati, ma il principio attraverso cui fenomeni, soggetti e ambienti emergono, si trasformano e acquisiscono significato. Attraverso una genealogia selettiva di autori, teorie e progetti, la tesi ricostruisce alcune tappe decisive dell’evoluzione del pensiero relazionale nel campo del paesaggio: dalla visione della natura come “tutto vivente” delineata da Alexander von Humboldt, alla svolta sistemica e strutturalista del secondo Novecento, dall’ingresso dell’ecologia e dei processi temporali nel progetto fino alla condizione planetaria contemporanea, segnata da instabilità, interdipendenza multispecie e mutazioni profonde nel rapporto tra umani e più-che-umani. In questo contesto, il paesaggio emerge come uno dei pochi dispositivi cognitivi capaci di affrontare la complessità del mondo contemporaneo. Non come semplice oggetto o scena, ma come campo dinamico di relazioni ecologiche, storiche, percettive e culturali. A partire da questa ricostruzione, la ricerca propone una categoria teorica originale: la Ctenopoiesi. Ispirata alla biologia dello ctenoforo – organismo capace di fusione, rigenerazione e sviluppo reversibile – essa suggerisce un modo di pensare relazioni che possono contrarsi, fondersi o trasformarsi senza mai azzerarsi. Non un ritorno nostalgico allo stato originario, ma una capacità di ricalibrare continuamente le connessioni in un tempo non lineare e in condizioni di mutazione. In un’epoca in cui molte relazioni tra azione e conseguenza, progetto e futuro, umano e ambiente appaiono ormai in frantumi, il progetto di paesaggio è chiamato a ridefinire il proprio ruolo responso-abile: non più come strumento di controllo, ma come pratica capace di riconoscere, sostenere e coltivare quelle relazioni che possono rendere il mondo ancora abitabile.
Paesaggio come pensiero relazionale. Per nuove ecologie dell'incertezza / Ghio, V.. - (2026 May 22).
Paesaggio come pensiero relazionale. Per nuove ecologie dell'incertezza
GHIO, VITTORIA
22/05/2026
Abstract
Quali relazioni sono in grado di attraversare la mutazione del mondo? Questa ricerca muove dall’ipotesi che il concetto di relazione costituisca la struttura profonda attraverso cui, nel tempo, sono state interpretate la natura, il territorio e il progetto di paesaggio. Le relazioni non sono semplici connessioni tra elementi già dati, ma il principio attraverso cui fenomeni, soggetti e ambienti emergono, si trasformano e acquisiscono significato. Attraverso una genealogia selettiva di autori, teorie e progetti, la tesi ricostruisce alcune tappe decisive dell’evoluzione del pensiero relazionale nel campo del paesaggio: dalla visione della natura come “tutto vivente” delineata da Alexander von Humboldt, alla svolta sistemica e strutturalista del secondo Novecento, dall’ingresso dell’ecologia e dei processi temporali nel progetto fino alla condizione planetaria contemporanea, segnata da instabilità, interdipendenza multispecie e mutazioni profonde nel rapporto tra umani e più-che-umani. In questo contesto, il paesaggio emerge come uno dei pochi dispositivi cognitivi capaci di affrontare la complessità del mondo contemporaneo. Non come semplice oggetto o scena, ma come campo dinamico di relazioni ecologiche, storiche, percettive e culturali. A partire da questa ricostruzione, la ricerca propone una categoria teorica originale: la Ctenopoiesi. Ispirata alla biologia dello ctenoforo – organismo capace di fusione, rigenerazione e sviluppo reversibile – essa suggerisce un modo di pensare relazioni che possono contrarsi, fondersi o trasformarsi senza mai azzerarsi. Non un ritorno nostalgico allo stato originario, ma una capacità di ricalibrare continuamente le connessioni in un tempo non lineare e in condizioni di mutazione. In un’epoca in cui molte relazioni tra azione e conseguenza, progetto e futuro, umano e ambiente appaiono ormai in frantumi, il progetto di paesaggio è chiamato a ridefinire il proprio ruolo responso-abile: non più come strumento di controllo, ma come pratica capace di riconoscere, sostenere e coltivare quelle relazioni che possono rendere il mondo ancora abitabile.| File | Dimensione | Formato | |
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Tesi di dottorato
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