Questo lavoro si propone di studiare un segmento di storia dell’arte del XX secolo (all’incirca il suo terzo trentennio) scegliendo, come chiave di lettura, un’analisi delle idee di natura che l’attraversano, concentrando lo studio sugli utilizzi che l’arte ha fatto delle tecnologie per la produzione di immagini in movimento. Il primo capitolo affronta il rapporto fra film e “natura”. La prima parte del capitolo affronta film realizzati da artisti nei quali si riconosce l’adozione di un paradigma percettivo, quello del rapporto figura/sfondo, ammettendolo come fondante nel rapporto umano nei confronti della natura, allo stesso tempo delineando la possibilità di metterlo in discussione. La seconda parte del capitolo affronta quelli che si è deciso di descrivere come “gradi zero del paesaggio”, intendendo film nei quali compare il solo “paesaggio”, senza la figura umana. Il secondo capitolo sposta il focus della ricerca su una casistica di utilizzi del medium video, a cominciare da operazioni nelle quali artisti adottano l’utilizzo di film e video in modi sostanzialmente sovrapponibili. Il centro dell’analisi si pone su esperienze artistiche nelle quali il video diventa strumento per riflettere su un’inversione nei rapporti fra umano e “natura”. Il percorso di analisi procede considerando artisti che attraverso il video costruiscono forme di “alterità” rispetto alla natura, nei cui confronti è l’essere umano a riconoscersi come entità “naturale”, e artisti (a volte, gli stessi) che utilizzano il video come “estensione” delle naturali facoltà umane. Il capitolo si conclude col lavoro di due artiste nelle cui opere il video diventa strumento per mettere in atto una ridiscussione degli attributi culturali storicamente associati al genere femminile, primo fra tutti la sua identificazione e sovrapposizione con la “Natura”. Il terzo capitolo svolge un’analisi del rapporto fra arte e due fenomeni essenziali per la storia contemporanea: le prime manifestazioni di un’idea di “rete” globale e le immagini della Terra realizzate da satelliti e missioni spaziali. Si delinea tramite queste premesse un’idea di interconnessione in due diversi sensi: quello di ogni forma di vita, compresa quella umana, con l’ecosistema su scala globale e quella resa possibile dalla rete comunicativa globale.
Rapporti fra arte e idee di natura, attraverso le immagini in movimento. Un percorso di fine Novecento / Caccamo, C.. - (2026 May 18).
Rapporti fra arte e idee di natura, attraverso le immagini in movimento. Un percorso di fine Novecento
CACCAMO, CARLO
18/05/2026
Abstract
Questo lavoro si propone di studiare un segmento di storia dell’arte del XX secolo (all’incirca il suo terzo trentennio) scegliendo, come chiave di lettura, un’analisi delle idee di natura che l’attraversano, concentrando lo studio sugli utilizzi che l’arte ha fatto delle tecnologie per la produzione di immagini in movimento. Il primo capitolo affronta il rapporto fra film e “natura”. La prima parte del capitolo affronta film realizzati da artisti nei quali si riconosce l’adozione di un paradigma percettivo, quello del rapporto figura/sfondo, ammettendolo come fondante nel rapporto umano nei confronti della natura, allo stesso tempo delineando la possibilità di metterlo in discussione. La seconda parte del capitolo affronta quelli che si è deciso di descrivere come “gradi zero del paesaggio”, intendendo film nei quali compare il solo “paesaggio”, senza la figura umana. Il secondo capitolo sposta il focus della ricerca su una casistica di utilizzi del medium video, a cominciare da operazioni nelle quali artisti adottano l’utilizzo di film e video in modi sostanzialmente sovrapponibili. Il centro dell’analisi si pone su esperienze artistiche nelle quali il video diventa strumento per riflettere su un’inversione nei rapporti fra umano e “natura”. Il percorso di analisi procede considerando artisti che attraverso il video costruiscono forme di “alterità” rispetto alla natura, nei cui confronti è l’essere umano a riconoscersi come entità “naturale”, e artisti (a volte, gli stessi) che utilizzano il video come “estensione” delle naturali facoltà umane. Il capitolo si conclude col lavoro di due artiste nelle cui opere il video diventa strumento per mettere in atto una ridiscussione degli attributi culturali storicamente associati al genere femminile, primo fra tutti la sua identificazione e sovrapposizione con la “Natura”. Il terzo capitolo svolge un’analisi del rapporto fra arte e due fenomeni essenziali per la storia contemporanea: le prime manifestazioni di un’idea di “rete” globale e le immagini della Terra realizzate da satelliti e missioni spaziali. Si delinea tramite queste premesse un’idea di interconnessione in due diversi sensi: quello di ogni forma di vita, compresa quella umana, con l’ecosistema su scala globale e quella resa possibile dalla rete comunicativa globale.| File | Dimensione | Formato | |
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Tesi di dottorato
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