Con la nascita delle semantiche filosofico-linguistiche gli antipsicologismi fondativi della filosofia del linguaggio danno una risposta semantica al pericolo dello psicologismo e si traducono nella nascita delle teorie del significato. Nella stagione attuale siamo invece calati nel dibattito sulle scienze cognitive che hanno spostato i termini del problema dei rapporti tra scienze linguistiche e psicologia, vampirizzando, di fatto, il linguaggio. C’è stato, infatti, a partire dalla seconda metà del secolo scorso, un progressivo e sempre più consistente spostamento di interesse dal linguaggio alla mente, e la stessa filosofia del linguaggio si è intrecciata con quella della mente. In questa galassia impossibile da sintetizzare – che va dalle scienze cognitive classiche disembodied alle ricerche attuali, che vedono la mente umana come embodied e situated – la cognizione è concepita come fondata (grounded) sui sistemi sensomotori. Parallelamente, si osserva il passaggio dalle teorie strettamente linguistiche basate sul pensiero simbolico astratto (l’algoritmo) alle teorie della cognizione incarnata (embodied cognition) o vincolata all’ambiente (embedded cognition) che mettono in primo piano le capacità sensomotorie e il contesto ambientale i cui hanno luogo i processi di produzione e comprensione semiotica e in generale i processi cognitivi.
Filosofia dei linguaggi e paradigmi psicologici / Palo, De; M., Diodato; F. Morè, E.. - In: RIVISTA ITALIANA DI FILOSOFIA DEL LINGUAGGIO. - ISSN 2036-6728. - (2024), pp. 1-16. [10.4396/2025SFLI]
Filosofia dei linguaggi e paradigmi psicologici
De Palo;
2024
Abstract
Con la nascita delle semantiche filosofico-linguistiche gli antipsicologismi fondativi della filosofia del linguaggio danno una risposta semantica al pericolo dello psicologismo e si traducono nella nascita delle teorie del significato. Nella stagione attuale siamo invece calati nel dibattito sulle scienze cognitive che hanno spostato i termini del problema dei rapporti tra scienze linguistiche e psicologia, vampirizzando, di fatto, il linguaggio. C’è stato, infatti, a partire dalla seconda metà del secolo scorso, un progressivo e sempre più consistente spostamento di interesse dal linguaggio alla mente, e la stessa filosofia del linguaggio si è intrecciata con quella della mente. In questa galassia impossibile da sintetizzare – che va dalle scienze cognitive classiche disembodied alle ricerche attuali, che vedono la mente umana come embodied e situated – la cognizione è concepita come fondata (grounded) sui sistemi sensomotori. Parallelamente, si osserva il passaggio dalle teorie strettamente linguistiche basate sul pensiero simbolico astratto (l’algoritmo) alle teorie della cognizione incarnata (embodied cognition) o vincolata all’ambiente (embedded cognition) che mettono in primo piano le capacità sensomotorie e il contesto ambientale i cui hanno luogo i processi di produzione e comprensione semiotica e in generale i processi cognitivi.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
De Palo_Filosofia-dei-linguaggi_2024.pdf
accesso aperto
Tipologia:
Versione editoriale (versione pubblicata con il layout dell'editore)
Licenza:
Tutti i diritti riservati (All rights reserved)
Dimensione
509.58 kB
Formato
Adobe PDF
|
509.58 kB | Adobe PDF |
I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


