Lo studio delle usure dentarie extra-masticatorie rappresenta uno strumento fondamentale per la ricostruzione delle attività quotidiane e delle pratiche artigianali nelle popolazioni antiche. I denti, oltre alla funzione primaria legata alla masticazione, potevano infatti essere utilizzati come “terza mano” o come veri e propri strumenti nella lavorazione di materiali animali e vegetali. Tali attività producono specifiche modificazioni morfologiche - grooves, notches, strie labiali, chipping e usure linguali dei denti anteriori mascellari (LSAMAT) - distinguibili dalle comuni usure alimentari. La ricerca prende in esame un ampio campione osteologico proveniente da siti italiani compresi tra il Mesolitico e l’Età romana imperiale, con particolare attenzione alle necropoli neolitiche dell’area padana. Il nucleo principale dello studio riguarda gli individui provenienti dai siti mantovani di Bagnolo San Vito, San Giorgio Valdaro, Valdaro Olmo e Roncoferraro, integrati con casi di confronto provenienti da Riparo Blanc, Gricignano d’Aversa, Lanuvio e Laurentina. L’analisi macroscopica e microscopica delle superfici dentarie, effettuata mediante microscopia digitale, SEM e rilievi tridimensionali, ha consentito di identificare differenti pattern di usura associabili alla lavorazione di fibre vegetali e animali. In particolare, i grooves occlusali e linguali mostrano caratteristiche morfologiche differenti in relazione ai materiali trattati e ai movimenti compiuti durante le attività. Le evidenze microscopiche - microstrie, politure e microchipping - suggeriscono l’impiego dei denti nella manipolazione di fibre flessibili, probabilmente connesse alla produzione di cordami, tessuti, cesteria e reti. I risultati evidenziano inoltre differenze legate al sesso e al contesto culturale: nelle necropoli neolitiche mantovane le usure extra-masticatorie risultano particolarmente frequenti negli individui femminili, suggerendo una possibile specializzazione delle attività connesse alla lavorazione delle fibre. Il confronto con dati archeologici, etnografici e sperimentali conferma il valore interpretativo delle tracce dentarie per la ricostruzione delle attività produttive e della divisione del lavoro nelle società preistoriche e protostoriche.
L'usura dentale extramasticatoria come prova di attività lavorative e dello sfruttamento di risorse vegetali e animali in antiche comunità agricole / Fiore, I.. - (2025 May 28).
L'usura dentale extramasticatoria come prova di attività lavorative e dello sfruttamento di risorse vegetali e animali in antiche comunità agricole
FIORE, IVANA
28/05/2025
Abstract
Lo studio delle usure dentarie extra-masticatorie rappresenta uno strumento fondamentale per la ricostruzione delle attività quotidiane e delle pratiche artigianali nelle popolazioni antiche. I denti, oltre alla funzione primaria legata alla masticazione, potevano infatti essere utilizzati come “terza mano” o come veri e propri strumenti nella lavorazione di materiali animali e vegetali. Tali attività producono specifiche modificazioni morfologiche - grooves, notches, strie labiali, chipping e usure linguali dei denti anteriori mascellari (LSAMAT) - distinguibili dalle comuni usure alimentari. La ricerca prende in esame un ampio campione osteologico proveniente da siti italiani compresi tra il Mesolitico e l’Età romana imperiale, con particolare attenzione alle necropoli neolitiche dell’area padana. Il nucleo principale dello studio riguarda gli individui provenienti dai siti mantovani di Bagnolo San Vito, San Giorgio Valdaro, Valdaro Olmo e Roncoferraro, integrati con casi di confronto provenienti da Riparo Blanc, Gricignano d’Aversa, Lanuvio e Laurentina. L’analisi macroscopica e microscopica delle superfici dentarie, effettuata mediante microscopia digitale, SEM e rilievi tridimensionali, ha consentito di identificare differenti pattern di usura associabili alla lavorazione di fibre vegetali e animali. In particolare, i grooves occlusali e linguali mostrano caratteristiche morfologiche differenti in relazione ai materiali trattati e ai movimenti compiuti durante le attività. Le evidenze microscopiche - microstrie, politure e microchipping - suggeriscono l’impiego dei denti nella manipolazione di fibre flessibili, probabilmente connesse alla produzione di cordami, tessuti, cesteria e reti. I risultati evidenziano inoltre differenze legate al sesso e al contesto culturale: nelle necropoli neolitiche mantovane le usure extra-masticatorie risultano particolarmente frequenti negli individui femminili, suggerendo una possibile specializzazione delle attività connesse alla lavorazione delle fibre. Il confronto con dati archeologici, etnografici e sperimentali conferma il valore interpretativo delle tracce dentarie per la ricostruzione delle attività produttive e della divisione del lavoro nelle società preistoriche e protostoriche.| File | Dimensione | Formato | |
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