How do restorers look at works of art? How do art historians? And ordinary users? The gazes are certainly different, as is the relationship that is created with perfectly preserved works compared to that with works that have lost parts; which are no longer intact. The subject of gaps in works of art remains a topical issue and for some decades now we have been reflecting on what is now a recognised trend in restoration, namely increasingly reconstructive, increasingly mimetic image reintegration interventions which seem to negate the principles of the Brandian theory of restoration. Some neuroscientific investigations, the result of interdisciplinary research between the Department of Psychology and the Department of History Anthropology Religions Arts and Entertainment of Sapienza University of Rome, try to focus on the issue by testing three categories: restorers, art historians and ordinary viewers. An interesting picture emerges on the different relationships with the image, leading to reflection on the values of authenticity in art and their need for protection.

Come guardano le opere d’arte i restauratori? Come invece gli storici dell’arte? E i fruitori comuni? Gli sguardi sono certamente diversi e diverso è il rapporto che si crea con opere perfettamente conservate e opere che invece hanno perduto delle parti, che non sono più integre. Il tema delle lacune nelle opere d’arte costituisce un problema sempre attuale e da qualche decennio si riflette su quella che ormai è una tendenza riconosciuta nel restauro, ovvero interventi di reintegrazione dell’immagine sempre più ricostruttivi, sempre più mimetici che sembrano negare i principi della teoria brandiana del restauro per restituire opere integre a tutti i costi. Indagini neuroscientifiche, frutto di una ricerca interdisciplinare tra il Dipartimento di Psicologia e il Dipartimento di Storia Antropologia Religioni Arte e Spettacolo della Sapienza, provano a mettere a fuoco la questione testando tre categorie: restauratori, storici dell’arte e fruitori comuni. Ne emerge un quadro interessante sulla diversa relazione con l’immagine che porta a riflettere sui valori di autenticità dell’arte e sulla loro necessità di tutela.

Un problema per chi? Neuroscienze e lacuna / Billi, Eliana. - (2026), pp. 245-251. ( Cesare Brandi e le frontiere del restauro. Teoria e prassi Roma, Auditorium della Biblioteca Nazionale Centrale ).

Un problema per chi? Neuroscienze e lacuna

eliana billi
2026

Abstract

How do restorers look at works of art? How do art historians? And ordinary users? The gazes are certainly different, as is the relationship that is created with perfectly preserved works compared to that with works that have lost parts; which are no longer intact. The subject of gaps in works of art remains a topical issue and for some decades now we have been reflecting on what is now a recognised trend in restoration, namely increasingly reconstructive, increasingly mimetic image reintegration interventions which seem to negate the principles of the Brandian theory of restoration. Some neuroscientific investigations, the result of interdisciplinary research between the Department of Psychology and the Department of History Anthropology Religions Arts and Entertainment of Sapienza University of Rome, try to focus on the issue by testing three categories: restorers, art historians and ordinary viewers. An interesting picture emerges on the different relationships with the image, leading to reflection on the values of authenticity in art and their need for protection.
2026
Cesare Brandi e le frontiere del restauro. Teoria e prassi
Come guardano le opere d’arte i restauratori? Come invece gli storici dell’arte? E i fruitori comuni? Gli sguardi sono certamente diversi e diverso è il rapporto che si crea con opere perfettamente conservate e opere che invece hanno perduto delle parti, che non sono più integre. Il tema delle lacune nelle opere d’arte costituisce un problema sempre attuale e da qualche decennio si riflette su quella che ormai è una tendenza riconosciuta nel restauro, ovvero interventi di reintegrazione dell’immagine sempre più ricostruttivi, sempre più mimetici che sembrano negare i principi della teoria brandiana del restauro per restituire opere integre a tutti i costi. Indagini neuroscientifiche, frutto di una ricerca interdisciplinare tra il Dipartimento di Psicologia e il Dipartimento di Storia Antropologia Religioni Arte e Spettacolo della Sapienza, provano a mettere a fuoco la questione testando tre categorie: restauratori, storici dell’arte e fruitori comuni. Ne emerge un quadro interessante sulla diversa relazione con l’immagine che porta a riflettere sui valori di autenticità dell’arte e sulla loro necessità di tutela.
lacuna; neuroscienze; restauro; storici dell'arte; restauratori; fruitori; percezione; materia; storia
04 Pubblicazione in atti di convegno::04b Atto di convegno in volume
Un problema per chi? Neuroscienze e lacuna / Billi, Eliana. - (2026), pp. 245-251. ( Cesare Brandi e le frontiere del restauro. Teoria e prassi Roma, Auditorium della Biblioteca Nazionale Centrale ).
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11573/1768423
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