This essay explores aspects of Rome’s political and cultural environment in the early sixteenth century, from the reign of Alexander VI to that of Julius II. In this frame of time, Donato Bramante introduced a new architecture, modernamente antica, making an innovative contribution to the development of the Renaissance palace. The transformation of the papal capital into an international court provided Bramante with a unique context in which to develop a universal architectural language combining ancient and contemporary models. The opening of the Via Alessandrina for the Jubilee of 1500, entrusted to Cardinal Chamberlain Raffaele Riario, resulted in a unique convergence of supply and demand for housing solutions, targeting a specific patronage: wealthy, cosmopolitan individuals motivated to demonstrate their affiliation with the Roman Curia through recognition in the urban landscape. The essay also comments on Bramante’s proposals by presenting some reliefs made in the first half of the nineteenth century by the Turin architect Carlo Promis.

Il saggio approfondisce alcuni aspetti dell’ambiente politico e culturale romano dell’inizio del Cinquecento, da Alessandro VI a Giulio II, nel quale Donato Bramante avvia una nuova architettura modernamente antica, riflettendo sul suo innovativo contributo alla formulazione del palazzo rinascimentale. Il processo di trasformazione della capitale pontificia in corte internazionale offre a Bramante un contesto unico e determinante per elaborare un codice linguistico di validità universale che coniuga modelli antichi e contemporanei. Insieme all’apertura della via Alessandrina per il giubileo del 1500, affidata alla responsabilità del cardinale camerlengo Raffaele Riario, si determina una singolare convergenza tra domanda e offerta di soluzioni abitative che coinvolge una specifica committenza, selezionata, facoltosa, cosmopolita e perciò motivata a manifestare l’appartenenza alla Curia Romana anche guadagnando riconoscibilità nello spazio cittadino. Le proposte bramantesche sono commentate inoltre presentando alcuni rilievi realizzati nella prima metà del XIX secolo dall’architetto torinese Carlo Promis.

«Con invenzion nuova ci insegnò». Bramante e il palazzo romano del primo Cinquecento / Cantatore, Flavia. - (2026), pp. 27-49. ( Modernamente antico. Internazionalità del linguaggio architettonico da Bramante a Michelangelo Roma Sapienza-DSDRA e Real Academia de España ).

«Con invenzion nuova ci insegnò». Bramante e il palazzo romano del primo Cinquecento

Cantatore, Flavia
2026

Abstract

This essay explores aspects of Rome’s political and cultural environment in the early sixteenth century, from the reign of Alexander VI to that of Julius II. In this frame of time, Donato Bramante introduced a new architecture, modernamente antica, making an innovative contribution to the development of the Renaissance palace. The transformation of the papal capital into an international court provided Bramante with a unique context in which to develop a universal architectural language combining ancient and contemporary models. The opening of the Via Alessandrina for the Jubilee of 1500, entrusted to Cardinal Chamberlain Raffaele Riario, resulted in a unique convergence of supply and demand for housing solutions, targeting a specific patronage: wealthy, cosmopolitan individuals motivated to demonstrate their affiliation with the Roman Curia through recognition in the urban landscape. The essay also comments on Bramante’s proposals by presenting some reliefs made in the first half of the nineteenth century by the Turin architect Carlo Promis.
2026
Modernamente antico. Internazionalità del linguaggio architettonico da Bramante a Michelangelo
Il saggio approfondisce alcuni aspetti dell’ambiente politico e culturale romano dell’inizio del Cinquecento, da Alessandro VI a Giulio II, nel quale Donato Bramante avvia una nuova architettura modernamente antica, riflettendo sul suo innovativo contributo alla formulazione del palazzo rinascimentale. Il processo di trasformazione della capitale pontificia in corte internazionale offre a Bramante un contesto unico e determinante per elaborare un codice linguistico di validità universale che coniuga modelli antichi e contemporanei. Insieme all’apertura della via Alessandrina per il giubileo del 1500, affidata alla responsabilità del cardinale camerlengo Raffaele Riario, si determina una singolare convergenza tra domanda e offerta di soluzioni abitative che coinvolge una specifica committenza, selezionata, facoltosa, cosmopolita e perciò motivata a manifestare l’appartenenza alla Curia Romana anche guadagnando riconoscibilità nello spazio cittadino. Le proposte bramantesche sono commentate inoltre presentando alcuni rilievi realizzati nella prima metà del XIX secolo dall’architetto torinese Carlo Promis.
architettura del rinascimento; Roma; Bramante; Via Alessandrina
04 Pubblicazione in atti di convegno::04b Atto di convegno in volume
«Con invenzion nuova ci insegnò». Bramante e il palazzo romano del primo Cinquecento / Cantatore, Flavia. - (2026), pp. 27-49. ( Modernamente antico. Internazionalità del linguaggio architettonico da Bramante a Michelangelo Roma Sapienza-DSDRA e Real Academia de España ).
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11573/1768083
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