Il presente articolo, pubblicato nella Revista digital de Derecho Administrativo (n.º 35, primo semestre 2026, pp. 185-224), esamina la viabilità metodologica di applicare le categorie dogmatiche del diritto amministrativo contemporaneo allo studio delle fonti normative del diritto romano, con particolare attenzione alla sua dimensione fiscale. Assumendo come asse di analisi l'Edictum de pretiis rerum venalium promulgato da Diocleziano nel 301 d.C., il lavoro esplora le nozioni di competenza, potestà, organizzazione, attività amministrativa e garanzie giuridiche da una prospettiva funzionale e teleologica. Il fondamento metodologico del contributo si articola nella sinergia tra due approcci complementari: la dogmatica odierna, elaborata dalla romanistica italiana e consistente nell'utilizzo di concetti e strutture giuridiche contemporanee per l'analisi delle istituzioni romane, e la metodologia applicativa del diritto amministrativo, sviluppata da Rodríguez de Santiago, centrata sulle regole di razionalità che governano l'adozione e il controllo delle decisioni amministrative. Attraverso questa duplice chiave interpretativa, si sostiene che determinati strumenti normativi dello ius publicum romano possano essere compresi come forme premoderne di azione amministrativa, strutturate attorno alla utilitas publica quale principio legittimatore dell'intervento del potere pubblico. Il lavoro procede, in primo luogo, a un'analisi terminologica in prospettiva storica, nella quale si esamina la nozione di utilitas publica come antecedente funzionale del moderno principio di interesse generale, e si discutono le tre concezioni dottrinali dell'Amministrazione pubblica (oggettiva, soggettiva e teleologica), concludendo che quest'ultima è la più adeguata per approcciare analiticamente l'esperienza giuridico-romana. Si analizzano altresì i principali termini strumentali del diritto amministrativo contemporaneo (competenza, organizzazione, potestà regolatoria, esecutiva, sanzionatoria, ispettiva, tributaria ed espropriativa) e i loro equivalenti funzionali nell'ordinamento romano. In secondo luogo, l'analisi si concentra sull'Edictum de pretiis rerum venalium, esaminandone il contesto socioeconomico, la struttura normativa interna articolata in quattro sezioni (preambolo, principi regolatori, sanzioni e listino dei prezzi massimi), la delimitazione oggettiva dell'intervento, la competenza normativa ed esecutiva dell'imperatore come Princeps, l'ambito soggettivo e territoriale di applicazione, nonché i meccanismi di controllo e le garanzie nei confronti dei destinatari della norma. Le conclusioni sottolineano che l'Edictum costituisce un esempio paradigmatico di azione amministrativa in senso teleologico: una disposizione giuridica strutturalmente complessa che regola con precisione un insieme ampio e diversificato di beni e servizi, stabilendo massimali di prezzo secondo criteri di ragionevolezza, necessità pubblica e giustizia distributiva. L'analisi dimostra che il diritto romano offre, in determinate manifestazioni del suo ius publicum, un'esperienza giuridico-amministrativa in senso stretto, che pur nella distanza storica conserva una notevole attualità in termini di razionalità istituzionale, aprendo così le basi per un fecondo dialogo tra storia del diritto e teoria giuridica moderna.

Del derecho romano al derecho administrativo. La dogmatica odierna y metodología aplicativa como hilo conductor / Rojas, Gloria. - In: REVISTA DIGITAL DE DERECHO ADMINISTRATIVO. - ISSN 2145-2946. - 35:(2025), pp. 185-224. [10.18601/21452946.n35.08]

Del derecho romano al derecho administrativo. La dogmatica odierna y metodología aplicativa como hilo conductor

Gloria Rojas
2025

Abstract

Il presente articolo, pubblicato nella Revista digital de Derecho Administrativo (n.º 35, primo semestre 2026, pp. 185-224), esamina la viabilità metodologica di applicare le categorie dogmatiche del diritto amministrativo contemporaneo allo studio delle fonti normative del diritto romano, con particolare attenzione alla sua dimensione fiscale. Assumendo come asse di analisi l'Edictum de pretiis rerum venalium promulgato da Diocleziano nel 301 d.C., il lavoro esplora le nozioni di competenza, potestà, organizzazione, attività amministrativa e garanzie giuridiche da una prospettiva funzionale e teleologica. Il fondamento metodologico del contributo si articola nella sinergia tra due approcci complementari: la dogmatica odierna, elaborata dalla romanistica italiana e consistente nell'utilizzo di concetti e strutture giuridiche contemporanee per l'analisi delle istituzioni romane, e la metodologia applicativa del diritto amministrativo, sviluppata da Rodríguez de Santiago, centrata sulle regole di razionalità che governano l'adozione e il controllo delle decisioni amministrative. Attraverso questa duplice chiave interpretativa, si sostiene che determinati strumenti normativi dello ius publicum romano possano essere compresi come forme premoderne di azione amministrativa, strutturate attorno alla utilitas publica quale principio legittimatore dell'intervento del potere pubblico. Il lavoro procede, in primo luogo, a un'analisi terminologica in prospettiva storica, nella quale si esamina la nozione di utilitas publica come antecedente funzionale del moderno principio di interesse generale, e si discutono le tre concezioni dottrinali dell'Amministrazione pubblica (oggettiva, soggettiva e teleologica), concludendo che quest'ultima è la più adeguata per approcciare analiticamente l'esperienza giuridico-romana. Si analizzano altresì i principali termini strumentali del diritto amministrativo contemporaneo (competenza, organizzazione, potestà regolatoria, esecutiva, sanzionatoria, ispettiva, tributaria ed espropriativa) e i loro equivalenti funzionali nell'ordinamento romano. In secondo luogo, l'analisi si concentra sull'Edictum de pretiis rerum venalium, esaminandone il contesto socioeconomico, la struttura normativa interna articolata in quattro sezioni (preambolo, principi regolatori, sanzioni e listino dei prezzi massimi), la delimitazione oggettiva dell'intervento, la competenza normativa ed esecutiva dell'imperatore come Princeps, l'ambito soggettivo e territoriale di applicazione, nonché i meccanismi di controllo e le garanzie nei confronti dei destinatari della norma. Le conclusioni sottolineano che l'Edictum costituisce un esempio paradigmatico di azione amministrativa in senso teleologico: una disposizione giuridica strutturalmente complessa che regola con precisione un insieme ampio e diversificato di beni e servizi, stabilendo massimali di prezzo secondo criteri di ragionevolezza, necessità pubblica e giustizia distributiva. L'analisi dimostra che il diritto romano offre, in determinate manifestazioni del suo ius publicum, un'esperienza giuridico-amministrativa in senso stretto, che pur nella distanza storica conserva una notevole attualità in termini di razionalità istituzionale, aprendo così le basi per un fecondo dialogo tra storia del diritto e teoria giuridica moderna.
2025
diritto pubblico romano; esperienza giuridica amministrativa; dogmatica odierna; metodologia applicativa; potestà amministrative; utilitas publica
01 Pubblicazione su rivista::01a Articolo in rivista
Del derecho romano al derecho administrativo. La dogmatica odierna y metodología aplicativa como hilo conductor / Rojas, Gloria. - In: REVISTA DIGITAL DE DERECHO ADMINISTRATIVO. - ISSN 2145-2946. - 35:(2025), pp. 185-224. [10.18601/21452946.n35.08]
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