L’obiettivo della ricerca è la conoscenza fisica e diacronica della città di Pienza, la lettura delle permanenze e delle trasformazioni, in riferimento ai principi contenuti nelle carte e nelle convenzioni dei centri storici e del paesaggio, finalizzata all’individuazione dei valori e delle criticità e alla definizione di linee di indirizzo per possibili strategie di intervento. Il Centro Storico di Pienza è stato iscritto nel 1996 nella lista del Patrimonio Mondiale dall’UNESCO, il cui Piano di Gestione ne costituisce, insieme al Piano Strutturale e al P.I.T. regionale con valenza di Piano Paesaggistico, lo strumento principale per la conservazione, la pianificazione e lo sviluppo. Pienza è il risultato di un processo insediativo all’interno del quale il progetto urbanistico di Pio II Piccolomini, in parte realizzato da Bernardo Rossellino, ha trasformato il preesistente villaggio di Corsignano. Le fasi successive, i restauri realizzati nel tempo, le espansioni, le nuove funzioni e destinazioni d’uso del Novecento hanno configurato la città contemporanea, in cui sono evidenti i segni del passato e i cui caratteri dipendono da un continuo rapporto con la storia. I percorsi, gli spazi, il tessuto urbano e le emergenze architettoniche derivano dalla conformazione geomorfologica e topografica del contesto naturalistico, insieme al quale definiscono le componenti identitarie del paesaggio. La ricerca è stata svolta attraverso l’approfondimento delle fonti e della documentazione storica disponibile, con la lettura diretta del palinsesto e del rilievo murario, che ha consentito di individuare ulteriori livelli di conoscenza rispetto agli studi esistenti. L’analisi dei giunti, dei cantonali e degli elementi architettonici ha evidenziato la sequenza costruttiva dell’organismo urbano, i rapporti diacronici tra i fabbricati, facendo emergere le tracce e i segni delle connessioni tra gli edifici rinascimentali, il tessuto edilizio ed il contesto territoriale, che ne rappresenta la naturale estensione. La comprensione delle dinamicità in atto consente di individuare possibili strategie per la conservazione e lo sviluppo.

Dall'antico borgo di Corsignano all'attuale città di Pienza. Antropizzazione, tutela e sviluppo / Durantini, Alessandro. - (2026 Feb 12).

Dall'antico borgo di Corsignano all'attuale città di Pienza. Antropizzazione, tutela e sviluppo

DURANTINI, ALESSANDRO
12/02/2026

Abstract

L’obiettivo della ricerca è la conoscenza fisica e diacronica della città di Pienza, la lettura delle permanenze e delle trasformazioni, in riferimento ai principi contenuti nelle carte e nelle convenzioni dei centri storici e del paesaggio, finalizzata all’individuazione dei valori e delle criticità e alla definizione di linee di indirizzo per possibili strategie di intervento. Il Centro Storico di Pienza è stato iscritto nel 1996 nella lista del Patrimonio Mondiale dall’UNESCO, il cui Piano di Gestione ne costituisce, insieme al Piano Strutturale e al P.I.T. regionale con valenza di Piano Paesaggistico, lo strumento principale per la conservazione, la pianificazione e lo sviluppo. Pienza è il risultato di un processo insediativo all’interno del quale il progetto urbanistico di Pio II Piccolomini, in parte realizzato da Bernardo Rossellino, ha trasformato il preesistente villaggio di Corsignano. Le fasi successive, i restauri realizzati nel tempo, le espansioni, le nuove funzioni e destinazioni d’uso del Novecento hanno configurato la città contemporanea, in cui sono evidenti i segni del passato e i cui caratteri dipendono da un continuo rapporto con la storia. I percorsi, gli spazi, il tessuto urbano e le emergenze architettoniche derivano dalla conformazione geomorfologica e topografica del contesto naturalistico, insieme al quale definiscono le componenti identitarie del paesaggio. La ricerca è stata svolta attraverso l’approfondimento delle fonti e della documentazione storica disponibile, con la lettura diretta del palinsesto e del rilievo murario, che ha consentito di individuare ulteriori livelli di conoscenza rispetto agli studi esistenti. L’analisi dei giunti, dei cantonali e degli elementi architettonici ha evidenziato la sequenza costruttiva dell’organismo urbano, i rapporti diacronici tra i fabbricati, facendo emergere le tracce e i segni delle connessioni tra gli edifici rinascimentali, il tessuto edilizio ed il contesto territoriale, che ne rappresenta la naturale estensione. La comprensione delle dinamicità in atto consente di individuare possibili strategie per la conservazione e lo sviluppo.
12-feb-2026
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