La tesi muove da un inquadramento storico-dogmatico sul principio di obbligatorietà dell’azione penale. Dopo aver esaminato l’argomento da un punto di vista teorico, l’elaborato mira ad evidenziare come l’alternativa tra azione e inazione rischi, nella prassi applicativa, di essere contrassegnata da eccessivi ambiti di discrezionalità riguardanti il se, il quando e il come del procedere, a cui si ricollega il rischio che le scelte del pubblico ministero si traducano in valutazioni difficilmente controllabili e sostanzialmente arbitrarie. Ciò posto, la tesi si propone altresì di ragionare sui futuri spazi di utilizzo dell’Intelligenza Artificiale nel settore di riferimento, partendo dal presupposto che i sistemi di IA sono costantemente presenti nella nostra quotidianità, nei settori più disparati della vita e nel mondo del diritto. Anche il settore della giustizia penale non sfugge a questo fenomeno, tanto è vero che, in molti Paesi, i sistemi di IA vengono costantemente impiegati per sostenere il processo decisionale umano di diversi soggetti (forze dell’ordine, avvocati e giudici) in una moltitudine di contesti operativi. In questo quadro, una più profonda conoscenza del metodo statistico, resa possibile dall’utilizzo dell’IA, potrebbe senz’altro giovare anche all’esercizio della funzione accusatoria, rendendo le iniziative processuali del P.M. meno soggette a influenze variabili, soggettive e potenzialmente discriminatorie. Questi ipotetici vantaggi, tuttavia, non possono essere considerati sufficienti a compensare le compressioni delle garanzie fondamentali discendenti da un utilizzo improprio dell’IA in questo settore. Preso atto di ciò, la tesi si propone di ragionare in chiave critica sul tema dell’IA, nella prospettiva di comprendere a quali condizioni l’arricchimento delle fonti informative del P.M., mediante l’utilizzo delle tecnologie computazionali, possa convivere con il nucleo epistemologico tradizionale del procedimento penale.
Obbligatorietà dell’azione penale e AI nei processi decisionali del pubblico ministero / Gramuglia, Vincenzo. - (2026 Jan 30).
Obbligatorietà dell’azione penale e AI nei processi decisionali del pubblico ministero
GRAMUGLIA, VINCENZO
30/01/2026
Abstract
La tesi muove da un inquadramento storico-dogmatico sul principio di obbligatorietà dell’azione penale. Dopo aver esaminato l’argomento da un punto di vista teorico, l’elaborato mira ad evidenziare come l’alternativa tra azione e inazione rischi, nella prassi applicativa, di essere contrassegnata da eccessivi ambiti di discrezionalità riguardanti il se, il quando e il come del procedere, a cui si ricollega il rischio che le scelte del pubblico ministero si traducano in valutazioni difficilmente controllabili e sostanzialmente arbitrarie. Ciò posto, la tesi si propone altresì di ragionare sui futuri spazi di utilizzo dell’Intelligenza Artificiale nel settore di riferimento, partendo dal presupposto che i sistemi di IA sono costantemente presenti nella nostra quotidianità, nei settori più disparati della vita e nel mondo del diritto. Anche il settore della giustizia penale non sfugge a questo fenomeno, tanto è vero che, in molti Paesi, i sistemi di IA vengono costantemente impiegati per sostenere il processo decisionale umano di diversi soggetti (forze dell’ordine, avvocati e giudici) in una moltitudine di contesti operativi. In questo quadro, una più profonda conoscenza del metodo statistico, resa possibile dall’utilizzo dell’IA, potrebbe senz’altro giovare anche all’esercizio della funzione accusatoria, rendendo le iniziative processuali del P.M. meno soggette a influenze variabili, soggettive e potenzialmente discriminatorie. Questi ipotetici vantaggi, tuttavia, non possono essere considerati sufficienti a compensare le compressioni delle garanzie fondamentali discendenti da un utilizzo improprio dell’IA in questo settore. Preso atto di ciò, la tesi si propone di ragionare in chiave critica sul tema dell’IA, nella prospettiva di comprendere a quali condizioni l’arricchimento delle fonti informative del P.M., mediante l’utilizzo delle tecnologie computazionali, possa convivere con il nucleo epistemologico tradizionale del procedimento penale.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


