La cosiddetta ethico-political turn di Jacques Derrida, inaugurata dai convegni tenuti a partire dal semestre 1989-90, raccolti sotto il titolo Forza-di-legge, presuppone che l’influenza di Emmanuel Levinas, del messianismo e in generale dell’ebraismo nel pensiero del filosofo franco-algerino, nel suo paziente lavoro di decostruzione del fallogocentrismo, intrapreso fin dagli anni Sessanta, fino alla decostruzione del carno-fallogocentrismo, a partire dagli anni Ottanta, sia un trascurabile accidente biografico, se non una vera e propria manomissione, in senso reazionario e antropocentrico, della decostruzione in tutte le sue potenzialità. L’ultima monografia di Orietta Ombrosi Il bestiario filosofico di Jacques Derrida (Donzelli, 2025) si sofferma sul corpo e sul corpus del decostruzionista come luoghi di contaminazione delle due tradizioni, che appaiono come luoghi della passione della sua «chimerica eredità». Ed è precisamente nella preoccupazione derridiana per l’alterità e la sofferenza degli animots, nella sua compassione umana per la passione silente, senza diritto di replica, degli animots, che si celerebbe, portata all’eccesso, un riconoscimento della «differenza ebraica inscritta in una singolarità testimoniale consacrata all’altro».

O. Ombrosi, Il bestiario filosofico di Jacques Derrida, Donzelli, Roma 2025, pp. 229, € 28 / Conidi, Davide. - In: PHILOSOPHY KITCHEN. - ISSN 2385-1945. - (2026).

O. Ombrosi, Il bestiario filosofico di Jacques Derrida, Donzelli, Roma 2025, pp. 229, € 28

Davide Conidi
2026

Abstract

La cosiddetta ethico-political turn di Jacques Derrida, inaugurata dai convegni tenuti a partire dal semestre 1989-90, raccolti sotto il titolo Forza-di-legge, presuppone che l’influenza di Emmanuel Levinas, del messianismo e in generale dell’ebraismo nel pensiero del filosofo franco-algerino, nel suo paziente lavoro di decostruzione del fallogocentrismo, intrapreso fin dagli anni Sessanta, fino alla decostruzione del carno-fallogocentrismo, a partire dagli anni Ottanta, sia un trascurabile accidente biografico, se non una vera e propria manomissione, in senso reazionario e antropocentrico, della decostruzione in tutte le sue potenzialità. L’ultima monografia di Orietta Ombrosi Il bestiario filosofico di Jacques Derrida (Donzelli, 2025) si sofferma sul corpo e sul corpus del decostruzionista come luoghi di contaminazione delle due tradizioni, che appaiono come luoghi della passione della sua «chimerica eredità». Ed è precisamente nella preoccupazione derridiana per l’alterità e la sofferenza degli animots, nella sua compassione umana per la passione silente, senza diritto di replica, degli animots, che si celerebbe, portata all’eccesso, un riconoscimento della «differenza ebraica inscritta in una singolarità testimoniale consacrata all’altro».
2026
Derrida; Levinas; ebraismo; carno-fallogocentrismo; sostituzione; espiazione; animot
01 Pubblicazione su rivista::01d Recensione
O. Ombrosi, Il bestiario filosofico di Jacques Derrida, Donzelli, Roma 2025, pp. 229, € 28 / Conidi, Davide. - In: PHILOSOPHY KITCHEN. - ISSN 2385-1945. - (2026).
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