Il carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) rappresenta una delle principali cause di mortalità oncologica a livello globale. Negli ultimi anni, crescente attenzione è stata rivolta al ruolo del ritmo circadiano nella regolazione dei processi biologici coinvolti nella tumorigenesi, nella risposta immunitaria e nell’efficacia dei trattamenti oncologici. In questo contesto, il presente studio si propone di indagare le alterazioni del sistema circadiano in pazienti affetti da NSCLC in stadio avanzato sottoposti a immunoterapia con inibitori dei checkpoint immunitari (ICIs). Sono stati analizzati i livelli di espressione dei geni circadiani CLOCK, TIMELESS, PER3 e PRF1 in cellule mononucleate del sangue periferico (PBMCs) di 29 pazienti con NSCLC metastatico, confrontati con 20 soggetti sani. Parallelamente, sono state valutate la qualità del sonno e le caratteristiche del ritmo circadiano mediante strumenti psicometrici validati (PSQI, CTI e CSM), insieme all’analisi delle sottopopolazioni immunitarie e dei livelli sierici di citochine infiammatorie. I risultati hanno evidenziato una significativa iperespressione dei geni circadiani nei pazienti rispetto ai controlli sani, suggerendo una deregolazione sistemica dell’orologio biologico. In particolare, i geni TIMELESS e PER3 hanno mostrato differenze significative tra pazienti con malattia in progressione e non in progressione, indicando un possibile ruolo prognostico. Inoltre, una scarsa qualità del sonno (PSQI > 5) è risultata associata a un’alterazione delle sottopopolazioni immunitarie e a un aumento dei livelli di citochine infiammatorie, suggerendo un legame tra disfunzione circadiana, infiammazione e progressione tumorale. Complessivamente, i dati ottenuti indicano che la deregolazione circadiana nei pazienti con NSCLC non è limitata al tessuto tumorale, ma coinvolge l’intero organismo. L’analisi dei geni circadiani nelle PBMCs si configura come un approccio non invasivo promettente per il monitoraggio della malattia. Inoltre, la valutazione integrata di ritmi circadiani e qualità del sonno potrebbe rappresentare un utile strumento prognostico e contribuire allo sviluppo di strategie terapeutiche innovative, inclusa la cronoterapia personalizzata, con l’obiettivo di migliorare la risposta ai trattamenti e la qualità di vita dei pazienti oncologici.
Studio sulle alterazioni del ritmo circadiano in pazienti affetti da cancro al polmone in stadio avanzato (NSCLC) / Gavillucci, Ambra Maria Pia. - (2026 Jan 19).
Studio sulle alterazioni del ritmo circadiano in pazienti affetti da cancro al polmone in stadio avanzato (NSCLC)
GAVILLUCCI, AMBRA MARIA PIA
19/01/2026
Abstract
Il carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) rappresenta una delle principali cause di mortalità oncologica a livello globale. Negli ultimi anni, crescente attenzione è stata rivolta al ruolo del ritmo circadiano nella regolazione dei processi biologici coinvolti nella tumorigenesi, nella risposta immunitaria e nell’efficacia dei trattamenti oncologici. In questo contesto, il presente studio si propone di indagare le alterazioni del sistema circadiano in pazienti affetti da NSCLC in stadio avanzato sottoposti a immunoterapia con inibitori dei checkpoint immunitari (ICIs). Sono stati analizzati i livelli di espressione dei geni circadiani CLOCK, TIMELESS, PER3 e PRF1 in cellule mononucleate del sangue periferico (PBMCs) di 29 pazienti con NSCLC metastatico, confrontati con 20 soggetti sani. Parallelamente, sono state valutate la qualità del sonno e le caratteristiche del ritmo circadiano mediante strumenti psicometrici validati (PSQI, CTI e CSM), insieme all’analisi delle sottopopolazioni immunitarie e dei livelli sierici di citochine infiammatorie. I risultati hanno evidenziato una significativa iperespressione dei geni circadiani nei pazienti rispetto ai controlli sani, suggerendo una deregolazione sistemica dell’orologio biologico. In particolare, i geni TIMELESS e PER3 hanno mostrato differenze significative tra pazienti con malattia in progressione e non in progressione, indicando un possibile ruolo prognostico. Inoltre, una scarsa qualità del sonno (PSQI > 5) è risultata associata a un’alterazione delle sottopopolazioni immunitarie e a un aumento dei livelli di citochine infiammatorie, suggerendo un legame tra disfunzione circadiana, infiammazione e progressione tumorale. Complessivamente, i dati ottenuti indicano che la deregolazione circadiana nei pazienti con NSCLC non è limitata al tessuto tumorale, ma coinvolge l’intero organismo. L’analisi dei geni circadiani nelle PBMCs si configura come un approccio non invasivo promettente per il monitoraggio della malattia. Inoltre, la valutazione integrata di ritmi circadiani e qualità del sonno potrebbe rappresentare un utile strumento prognostico e contribuire allo sviluppo di strategie terapeutiche innovative, inclusa la cronoterapia personalizzata, con l’obiettivo di migliorare la risposta ai trattamenti e la qualità di vita dei pazienti oncologici.| File | Dimensione | Formato | |
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