Nell’Early modern, la riscoperta delle filosofie pagane generò una gamma di sensibilità filosofiche solo parzialmente riconducibili all’ideale di concordia di una philosophia perennis. Pur affondando in un modello religioso e filosofico antitetico a quello cristiano, soprattutto in merito alle questioni escatologiche, pur offrendo exempla alternativi alla santità cristiana, la letteratura e la filosofia pagane divennero irrinunciabili. A conferma di ciò i testi destinati a confutare platonismo e pitagorismo, in merito alla questione dell’anima e dell’aldilà, continuarono a rincorrersi per tutto il XVII secolo, un’ostinazione che sembra far trapelare l’esistenza di un dibattito sul post mortem che non riguardava solo le posizioni materialistiche e mortaliste. Se gli altari pagani vennero di necessità oscurati, i ‘cieli pagani’, popolati da divinità ed eroi greco-romani, furono imperituri testimoni della religio pagana e la loro nomenclatura non venne mai soppianta da catasterismi cristiani. Solo di rado e tardivamente i santi della cristianità vennero identificati con gli asterismi del cielo tolemaico, come avvenne per san Domenico di Guzmán, identificato con la stella Sirio; catasterismo cui fece significativo riferimento Giordano Bruno, in un passaggio del suo ‘cielo pagano’: lo 'Spaccio'.
'Cieli pagani' nella prima Età Moderna / Carella, Candida. - In: BRUNIANA & CAMPANELLIANA. - ISSN 1125-3819. - 31:2(2025), pp. 467-482.
'Cieli pagani' nella prima Età Moderna
Candida Carella
2025
Abstract
Nell’Early modern, la riscoperta delle filosofie pagane generò una gamma di sensibilità filosofiche solo parzialmente riconducibili all’ideale di concordia di una philosophia perennis. Pur affondando in un modello religioso e filosofico antitetico a quello cristiano, soprattutto in merito alle questioni escatologiche, pur offrendo exempla alternativi alla santità cristiana, la letteratura e la filosofia pagane divennero irrinunciabili. A conferma di ciò i testi destinati a confutare platonismo e pitagorismo, in merito alla questione dell’anima e dell’aldilà, continuarono a rincorrersi per tutto il XVII secolo, un’ostinazione che sembra far trapelare l’esistenza di un dibattito sul post mortem che non riguardava solo le posizioni materialistiche e mortaliste. Se gli altari pagani vennero di necessità oscurati, i ‘cieli pagani’, popolati da divinità ed eroi greco-romani, furono imperituri testimoni della religio pagana e la loro nomenclatura non venne mai soppianta da catasterismi cristiani. Solo di rado e tardivamente i santi della cristianità vennero identificati con gli asterismi del cielo tolemaico, come avvenne per san Domenico di Guzmán, identificato con la stella Sirio; catasterismo cui fece significativo riferimento Giordano Bruno, in un passaggio del suo ‘cielo pagano’: lo 'Spaccio'.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


