Line C of the Rome underground runs towards the historic centre from the south-east. Its construction has taken a long time and has required constant adjustments to the design, mainly because of the quantity and importance of the archaeological finds uncovered during excavation. In this process the archaeological authorities have played a decisive role, effectively turning the metro construction site into a vast campaign of investigation into the city’s subsoil. Out of this situation came the idea of archaeological stations: stations that do not simply display the finds uncovered during construction, but integrate them into the design of underground public spaces. The first example was San Giovanni station (2018). Colosseo–Fori Imperiali (2025) is the third archaeological station on Line C –the second being Porta Metronia– and continues along this path, presenting within the station spaces the “stories” revealed by the excavations, including several dozen wells dating from the archaic period. The exhibition design, financed by the Colosseum Archaeological Park, was developed by the team led by the architects Andrea Grimaldi and Filippo Lambertucci of Sapienza University of Rome, who had already worked on the installation at San Giovanni station.

La Linea C della metropolitana attraversa il centro storico di Roma da sud-est. La sua costruzione ha comportato tempi particolarmente lunghi e continui adattamenti progettuali, dovuti soprattutto alla quantità e all’importanza dei ritrovamenti archeologici emersi durante gli scavi. In questo processo la Soprintendenza archeologica ha svolto un ruolo determinante, trasformando il cantiere della metropolitana in un’estesa campagna di indagine sul sottosuolo urbano. Da questa condizione è nata l’idea delle archeostazioni: stazioni che non si limitano a ospitare i reperti rinvenuti, ma li integrano nelle configurazioni degli spazi pubblici sotterranei. La prima realizzazione di questo tipo è stata la stazione San Giovanni (2018). Colosseo–Fori Imperiali (2025) è la terza stazione archeologica della Linea C –la seconda è quella di Porta Metronia– e prosegue questo percorso, restituendo all’interno degli spazi della fermata le “storie” emerse durante gli scavi, comprese alcune decine di pozzi di epoca arcaica rinvenuti nell’area. Il progetto di allestimento, finanziato dal Parco Archeologico del Colosseo, è stato sviluppato dal gruppo guidato dagli architetti Andrea Grimaldi e Filippo Lambertucci dell’Università di Roma La Sapienza, già coinvolti nell’allestimento della stazione di San Giovanni.

Stazione Colosseo. Metropolitana di Roma / Lambertucci, Filippo; Grimaldi, Andrea. - In: CASABELLA. - ISSN 0008-7181. - Anno XC:979(2026), pp. 2-13.

Stazione Colosseo. Metropolitana di Roma

lambertucci;andrea grimaldi
2026

Abstract

Line C of the Rome underground runs towards the historic centre from the south-east. Its construction has taken a long time and has required constant adjustments to the design, mainly because of the quantity and importance of the archaeological finds uncovered during excavation. In this process the archaeological authorities have played a decisive role, effectively turning the metro construction site into a vast campaign of investigation into the city’s subsoil. Out of this situation came the idea of archaeological stations: stations that do not simply display the finds uncovered during construction, but integrate them into the design of underground public spaces. The first example was San Giovanni station (2018). Colosseo–Fori Imperiali (2025) is the third archaeological station on Line C –the second being Porta Metronia– and continues along this path, presenting within the station spaces the “stories” revealed by the excavations, including several dozen wells dating from the archaic period. The exhibition design, financed by the Colosseum Archaeological Park, was developed by the team led by the architects Andrea Grimaldi and Filippo Lambertucci of Sapienza University of Rome, who had already worked on the installation at San Giovanni station.
2026
La Linea C della metropolitana attraversa il centro storico di Roma da sud-est. La sua costruzione ha comportato tempi particolarmente lunghi e continui adattamenti progettuali, dovuti soprattutto alla quantità e all’importanza dei ritrovamenti archeologici emersi durante gli scavi. In questo processo la Soprintendenza archeologica ha svolto un ruolo determinante, trasformando il cantiere della metropolitana in un’estesa campagna di indagine sul sottosuolo urbano. Da questa condizione è nata l’idea delle archeostazioni: stazioni che non si limitano a ospitare i reperti rinvenuti, ma li integrano nelle configurazioni degli spazi pubblici sotterranei. La prima realizzazione di questo tipo è stata la stazione San Giovanni (2018). Colosseo–Fori Imperiali (2025) è la terza stazione archeologica della Linea C –la seconda è quella di Porta Metronia– e prosegue questo percorso, restituendo all’interno degli spazi della fermata le “storie” emerse durante gli scavi, comprese alcune decine di pozzi di epoca arcaica rinvenuti nell’area. Il progetto di allestimento, finanziato dal Parco Archeologico del Colosseo, è stato sviluppato dal gruppo guidato dagli architetti Andrea Grimaldi e Filippo Lambertucci dell’Università di Roma La Sapienza, già coinvolti nell’allestimento della stazione di San Giovanni.
infrastruttura; archeologia; mobilità; allestimento; architettura degli interni
01 Pubblicazione su rivista::01a Articolo in rivista
Stazione Colosseo. Metropolitana di Roma / Lambertucci, Filippo; Grimaldi, Andrea. - In: CASABELLA. - ISSN 0008-7181. - Anno XC:979(2026), pp. 2-13.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11573/1763331
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