La sostenibilità è un tema centrale nel piano europeo NextGenerationEU il quale, essendo finanziato per una parte significativa con obbliga- zioni “verdi” (green bonds), rende la Commissione Europea il più grande emettitore mondiale di obbligazioni green. Dopo un lungo lavoro di analisi e di preparazione, nel gennaio 2022 EBA ha pubblicato gli standard tecnici per la trasparenza sui rischi connessi agli ambiti ambientale (Environmental - E), sociale (Social - S) e di amministrazione (Governance – G). Nel maggio del 2022 la stessa EBA ha pubblicato un Discus- sion Paper (EBA 2022) in cui viene affrontato il tema di come includere nel contesto regolatorio prudenziale del settore finanziario i rischi emergenti a causa del mutamento climatico in corso e, più in generale, delle implicazioni sull’ambiente. Lo scenario regolatorio del prossimo futuro, così come è stato deline- ato in ambito europeo dalla European Banking Authority (EBA) e dalla Commissione Europea, dovrebbe già rappresentare un elemento fondamentale nelle decisioni correnti delle imprese. Nella nuova fase che i soggetti regolatori stanno accompagnando, il prezzo del rischio includerà in ogni contesto i rischi connessi alle evoluzioni climatiche e ambientali, alle conseguenze sociali e geopoliti- che che esse comporteranno sia per le attività finanziarie negoziabili sui mercati regolamentati, sia nella con- cessione di prestiti bancari. L’evoluzione in corso ha significative implicazioni per le imprese e per la loro capacità di finanziamento sui mercati e attraverso canali bancari. Infatti, la riconoscibilità della sostenibilità dei progetti da finanziare e delle prassi operative, così come di tutti i riflessi sull’organizzazione interna e sulla società dove le imprese operano, non rappresenterà più solamente un segnale di adesione a un certo insieme di principi sociali e ambientali, rivolto a investitori disposti a sopportare un premio per sostenere attività compatibili con la propria, individuale, visione etica. Secondo questa nuova prospettiva generale che si sta delineando, indurre il mercato a includere i rischi ambientali e sociali connessi con la sostenibilità consente una più efficiente allocazione delle risorse. Viene infatti favorita una distribuzione dei costi connessi con le esternalità negative di tipo socio-ambientale il più possibile ampia, evitando che solo una categoria di investitori sensibili alle temati- che socio-ambientali sopporti l’onere nell’attività di investimento a favore della sostenibilità. Inoltre, il prezzo per tali rischi emergerà in contesti sempre più efficienti nel valutarli, consentendo, quanto più possibile, una corretta allocazione dei benefici di mercato tra prestatori e prenditori di fondi tipica dei contesti competitivi.
I fattori esg delle imprese italiane quotate verso il nuovo approccio della regolamentazione prudenziale bancaria / Marzioni, Stefano. - In: RIVISTA BANCARIA. MINERVA BANCARIA. - ISSN 1594-7556. - (2022).
I fattori esg delle imprese italiane quotate verso il nuovo approccio della regolamentazione prudenziale bancaria
Stefano Marzioni
2022
Abstract
La sostenibilità è un tema centrale nel piano europeo NextGenerationEU il quale, essendo finanziato per una parte significativa con obbliga- zioni “verdi” (green bonds), rende la Commissione Europea il più grande emettitore mondiale di obbligazioni green. Dopo un lungo lavoro di analisi e di preparazione, nel gennaio 2022 EBA ha pubblicato gli standard tecnici per la trasparenza sui rischi connessi agli ambiti ambientale (Environmental - E), sociale (Social - S) e di amministrazione (Governance – G). Nel maggio del 2022 la stessa EBA ha pubblicato un Discus- sion Paper (EBA 2022) in cui viene affrontato il tema di come includere nel contesto regolatorio prudenziale del settore finanziario i rischi emergenti a causa del mutamento climatico in corso e, più in generale, delle implicazioni sull’ambiente. Lo scenario regolatorio del prossimo futuro, così come è stato deline- ato in ambito europeo dalla European Banking Authority (EBA) e dalla Commissione Europea, dovrebbe già rappresentare un elemento fondamentale nelle decisioni correnti delle imprese. Nella nuova fase che i soggetti regolatori stanno accompagnando, il prezzo del rischio includerà in ogni contesto i rischi connessi alle evoluzioni climatiche e ambientali, alle conseguenze sociali e geopoliti- che che esse comporteranno sia per le attività finanziarie negoziabili sui mercati regolamentati, sia nella con- cessione di prestiti bancari. L’evoluzione in corso ha significative implicazioni per le imprese e per la loro capacità di finanziamento sui mercati e attraverso canali bancari. Infatti, la riconoscibilità della sostenibilità dei progetti da finanziare e delle prassi operative, così come di tutti i riflessi sull’organizzazione interna e sulla società dove le imprese operano, non rappresenterà più solamente un segnale di adesione a un certo insieme di principi sociali e ambientali, rivolto a investitori disposti a sopportare un premio per sostenere attività compatibili con la propria, individuale, visione etica. Secondo questa nuova prospettiva generale che si sta delineando, indurre il mercato a includere i rischi ambientali e sociali connessi con la sostenibilità consente una più efficiente allocazione delle risorse. Viene infatti favorita una distribuzione dei costi connessi con le esternalità negative di tipo socio-ambientale il più possibile ampia, evitando che solo una categoria di investitori sensibili alle temati- che socio-ambientali sopporti l’onere nell’attività di investimento a favore della sostenibilità. Inoltre, il prezzo per tali rischi emergerà in contesti sempre più efficienti nel valutarli, consentendo, quanto più possibile, una corretta allocazione dei benefici di mercato tra prestatori e prenditori di fondi tipica dei contesti competitivi.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


