La chiesa di Santa Maria della Consolazione al Foro Romano sorge accanto all’omonimo ospedale, nella valle situata tra le pendici del Campidoglio e del Palatino, in prossimità dell’area dei Fori Romani. Con oltre cinque secoli di storia, la Consolazione ha conosciuto un processo continuo di trasformazione, configurandosi come una realtà dinamica all’interno di un’area urbana particolarmente complessa, anch’essa oggetto di profonde modificazioni nel corso del tempo. L’obiettivo principale della presente tesi di dottorato è ricostruire e analizzare — in un arco temporale compreso tra il XV e il XX secolo — la storia della fabbrica della chiesa, indagandone lo sviluppo diacronico e l’evoluzione complessiva sia dal punto di vista architettonico sia da quello urbano, con particolare attenzione alle relazioni reciproche tra l’edificio e il contesto urbano nel quale esso si inserisce. La metodologia adottata, di carattere interdisciplinare, si fonda sulla combinazione tra la ricerca storica – basata su fonti bibliografiche, archivistiche, iconografiche e cartografiche – e l’impiego di strumenti di rilievo architettonico e di modellazione digitale, utilizzati per verificare e integrare i dati storici attraverso la conoscenza diretta dell’opera. L’indagine ha consentito di riconoscere fasi costruttive finora non chiarite, di distinguere nuovi protagonisti del cantiere e di ridefinire il ruolo di figure già note, come Giacomo Della Porta e Martino Longhi il Vecchio. In particolare, ha portato all’individuazione di un peculiare tipo di chiesa passante a doppia facciata, strettamente connesso al contesto urbano e all’ospedale, rimasto in uso per oltre quattro secoli fino alle trasformazioni ottocentesche e novecentesche che ne determinarono la progressiva perdita. La tesi propone infine una lettura complessiva della Consolazione come organismo architettonico e urbano, in cui la dimensione materiale si intreccia con quella storica e simbolica. L’edificio, lungi dall’essere un semplice manufatto, si configura come un documento vivo, testimone del continuo dialogo tra la città di Roma e la sua architettura.
La chiesa di Santa Maria della Consolazione al Foro Romano: vicende architettoniche e trasformazioni urbane / Giusto, Agostina Maria. - (2026 Feb 12).
La chiesa di Santa Maria della Consolazione al Foro Romano: vicende architettoniche e trasformazioni urbane
GIUSTO, AGOSTINA MARIA
12/02/2026
Abstract
La chiesa di Santa Maria della Consolazione al Foro Romano sorge accanto all’omonimo ospedale, nella valle situata tra le pendici del Campidoglio e del Palatino, in prossimità dell’area dei Fori Romani. Con oltre cinque secoli di storia, la Consolazione ha conosciuto un processo continuo di trasformazione, configurandosi come una realtà dinamica all’interno di un’area urbana particolarmente complessa, anch’essa oggetto di profonde modificazioni nel corso del tempo. L’obiettivo principale della presente tesi di dottorato è ricostruire e analizzare — in un arco temporale compreso tra il XV e il XX secolo — la storia della fabbrica della chiesa, indagandone lo sviluppo diacronico e l’evoluzione complessiva sia dal punto di vista architettonico sia da quello urbano, con particolare attenzione alle relazioni reciproche tra l’edificio e il contesto urbano nel quale esso si inserisce. La metodologia adottata, di carattere interdisciplinare, si fonda sulla combinazione tra la ricerca storica – basata su fonti bibliografiche, archivistiche, iconografiche e cartografiche – e l’impiego di strumenti di rilievo architettonico e di modellazione digitale, utilizzati per verificare e integrare i dati storici attraverso la conoscenza diretta dell’opera. L’indagine ha consentito di riconoscere fasi costruttive finora non chiarite, di distinguere nuovi protagonisti del cantiere e di ridefinire il ruolo di figure già note, come Giacomo Della Porta e Martino Longhi il Vecchio. In particolare, ha portato all’individuazione di un peculiare tipo di chiesa passante a doppia facciata, strettamente connesso al contesto urbano e all’ospedale, rimasto in uso per oltre quattro secoli fino alle trasformazioni ottocentesche e novecentesche che ne determinarono la progressiva perdita. La tesi propone infine una lettura complessiva della Consolazione come organismo architettonico e urbano, in cui la dimensione materiale si intreccia con quella storica e simbolica. L’edificio, lungi dall’essere un semplice manufatto, si configura come un documento vivo, testimone del continuo dialogo tra la città di Roma e la sua architettura.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


