A partire dagli anni che precedono immediatamente il giubileo del 1450 e per tutta la seconda metà del XVI secolo l’area vaticana è interessata da importanti iniziative urbanistiche, destinate a mutarne in misura sostanziale l’assetto di Borgo, ma anche delle aree circostanti alla basilica petrina e al Palazzo Apostolico. La formulazione dell’ambizioso piano di Nicolò V, descritto da Giannozzo Manetti nella sua biografia del pontefice, inaugura una stagione densa di progetti e realizzazioni, che si concluderà significativamente alla vigilia del Natale 1499, con l’inaugurazione della via Alessandrina. Ai programmi architettonici e urbanistici che vedono la luce in questo contesto, al loro significato e ai loro esiti, in molta parte frammentari o quanto meno incompleti, sono stati dedicati molti studi, per lo più incentrati sulle componenti architettoniche, sulle trasformazioni progettate o realizzate dell’orditura via e della configurazione spaziale di questa parte della città. Meno indagate sono state le componenti relative all’apparato difensivo, che pure hanno avuto un peso notevole. Le fonti scritte e le strutture superstiti documentano, infatti, la progettazione e l’attuazione di opere rilevanti in questo ambito, che hanno interessato soprattutto da un lato Castel Sant’Angelo, dall’altro i settori delle Mura Vaticane più prossimi alla Basilica e alla residenza papale (fig. 1). Si tratta di iniziative che derivano, certo, da necessità di carattere contingente, ma che riflettono allo stesso tempo istanze di aggiornamento di carattere più generale, indotte dalla convulsa evoluzione che la tecnologia bellica ha avuto negli stessi anni. La relazione si propone di delineare un quadro per quanto possibile sistematico di tali iniziative, sulla traccia delle descrizioni quattrocentesche e delle testimonianze materiali. Ci si propone di mettere a punto, per questa via, una nuova lettura critica d’insieme di progetti elaborati e concrete realizzazioni, al fine di valutare le distanze tra intenzionalità e attuazioni, l’incidenza che queste hanno avuto sull’assetto di questa parte della struttura urbana e di inquadrare la concezione delle opere in relazione alle acquisizioni maturate nell’arte delle fortificazioni durante la seconda metà del XV secolo sulla base di elaborazioni teoriche ed esperienze operative.
Progetti e realizzazioni per fortificazioni dell’area vaticana nella seconda metà del XV secolo / Villa, Guglielmo. - (2026), pp. 20-23. ( Le Mura Aureliane nella storia di Roma. Dal XVI secolo all’età contemporanee Terzo Convegno Roma ).
Progetti e realizzazioni per fortificazioni dell’area vaticana nella seconda metà del XV secolo
Guglielmo Villa
Writing – Review & Editing
2026
Abstract
A partire dagli anni che precedono immediatamente il giubileo del 1450 e per tutta la seconda metà del XVI secolo l’area vaticana è interessata da importanti iniziative urbanistiche, destinate a mutarne in misura sostanziale l’assetto di Borgo, ma anche delle aree circostanti alla basilica petrina e al Palazzo Apostolico. La formulazione dell’ambizioso piano di Nicolò V, descritto da Giannozzo Manetti nella sua biografia del pontefice, inaugura una stagione densa di progetti e realizzazioni, che si concluderà significativamente alla vigilia del Natale 1499, con l’inaugurazione della via Alessandrina. Ai programmi architettonici e urbanistici che vedono la luce in questo contesto, al loro significato e ai loro esiti, in molta parte frammentari o quanto meno incompleti, sono stati dedicati molti studi, per lo più incentrati sulle componenti architettoniche, sulle trasformazioni progettate o realizzate dell’orditura via e della configurazione spaziale di questa parte della città. Meno indagate sono state le componenti relative all’apparato difensivo, che pure hanno avuto un peso notevole. Le fonti scritte e le strutture superstiti documentano, infatti, la progettazione e l’attuazione di opere rilevanti in questo ambito, che hanno interessato soprattutto da un lato Castel Sant’Angelo, dall’altro i settori delle Mura Vaticane più prossimi alla Basilica e alla residenza papale (fig. 1). Si tratta di iniziative che derivano, certo, da necessità di carattere contingente, ma che riflettono allo stesso tempo istanze di aggiornamento di carattere più generale, indotte dalla convulsa evoluzione che la tecnologia bellica ha avuto negli stessi anni. La relazione si propone di delineare un quadro per quanto possibile sistematico di tali iniziative, sulla traccia delle descrizioni quattrocentesche e delle testimonianze materiali. Ci si propone di mettere a punto, per questa via, una nuova lettura critica d’insieme di progetti elaborati e concrete realizzazioni, al fine di valutare le distanze tra intenzionalità e attuazioni, l’incidenza che queste hanno avuto sull’assetto di questa parte della struttura urbana e di inquadrare la concezione delle opere in relazione alle acquisizioni maturate nell’arte delle fortificazioni durante la seconda metà del XV secolo sulla base di elaborazioni teoriche ed esperienze operative.| File | Dimensione | Formato | |
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