Il complesso architettonico in Campo de’ Fiori comprendente il Palazzo oggi noto come Orsini Pio Righetti, e l’annesso “Palazzetto” degli Orsini sono l’esito della trasformazione in forme moderne di una fortezza urbana sorta nell’area dell’antico Teatro di Pompeo, quest’ultimo ancora rintracciabile nella trama urbana contemporanea. Nonostante il ruolo di assoluta rilevanza nella definizione della quinta in capite di Campo de’ Fiori, uno dei principali fori mercantili di Roma, non esiste al momento una monografia interamente dedicata al complesso orsiniano. La presente ricerca dottorale intende colmare, almeno in parte, questa lacuna ricostruendo le fasi evolutive della fabbrica e valutando la stretta sinergia con il suo immediato intorno urbano, soggetto al dominio baronale della famiglia e concepito come Foro Orsini. Dopo aver delineato le origini medievali dell’insediamento del casato nell’area, l’indagine si concentra sul periodo compreso tra Cinquecento e Seicento quando gli Orsini ottennero la piena giurisdizione sulla piazza e il loro Palazzo si affermò come una delle più prestigiose residenze in affitto della città. Attraverso l’analisi di documentazione edita e inedita è stato possibile riconoscere i diversi protagonisti della progettazione e della costruzione del complesso architettonico orsiniano - prima dell’acquisizione da parte dei Pio di Savoia – attivi nell’ambito dell’Accademia romana dei Virtuosi al Pantheon, i cui profili biografici consentono di precisare la natura dei legami degli Orsini con l’élite aristocratica europea. Particolare attenzione è dedicata a un aspetto inedito di grande rilevanza per la conoscenza del complesso edilizio a Campo de’ Fiori: l’attribuzione dell’ampliamento cinquecentesco che incorpora la Torre medievale dell’Arpacasa, denominato “Palazzetto”, all’architetto di cerchia sangallesca Giovanni Mangone, autore della loggia rinascimentale direttamente affacciata sulla piazza. Per quanto riguarda l’utilizzo a reddito del Palazzo Orsini nel XVII secolo si segnala il rinvenimento di un progetto di ristrutturazione non realizzato di Orazio Torriani, relativo alla proposta di affitto al principe cardinale Maurizio di Savoia, con soluzioni distributive innovative da comparare con quelle realizzate a Montegiordano. La ricerca offre una ricostruzione diacronica del grande palinsesto architettonico costituito dal Palazzo e del “Palazzetto” Orsini, inserendoli in una più ampia riflessione sul rapporto tra potere baronale, architettura e trasformazioni urbane nella Roma di età moderna.
Il Palazzo e il “Palazzetto” degli Orsini a Campo de’ Fiori. Il dominio di una residenza aristocratica su un foro mercantile / Comodini, Alessia. - (2026 Feb 12).
Il Palazzo e il “Palazzetto” degli Orsini a Campo de’ Fiori. Il dominio di una residenza aristocratica su un foro mercantile
COMODINI, ALESSIA
12/02/2026
Abstract
Il complesso architettonico in Campo de’ Fiori comprendente il Palazzo oggi noto come Orsini Pio Righetti, e l’annesso “Palazzetto” degli Orsini sono l’esito della trasformazione in forme moderne di una fortezza urbana sorta nell’area dell’antico Teatro di Pompeo, quest’ultimo ancora rintracciabile nella trama urbana contemporanea. Nonostante il ruolo di assoluta rilevanza nella definizione della quinta in capite di Campo de’ Fiori, uno dei principali fori mercantili di Roma, non esiste al momento una monografia interamente dedicata al complesso orsiniano. La presente ricerca dottorale intende colmare, almeno in parte, questa lacuna ricostruendo le fasi evolutive della fabbrica e valutando la stretta sinergia con il suo immediato intorno urbano, soggetto al dominio baronale della famiglia e concepito come Foro Orsini. Dopo aver delineato le origini medievali dell’insediamento del casato nell’area, l’indagine si concentra sul periodo compreso tra Cinquecento e Seicento quando gli Orsini ottennero la piena giurisdizione sulla piazza e il loro Palazzo si affermò come una delle più prestigiose residenze in affitto della città. Attraverso l’analisi di documentazione edita e inedita è stato possibile riconoscere i diversi protagonisti della progettazione e della costruzione del complesso architettonico orsiniano - prima dell’acquisizione da parte dei Pio di Savoia – attivi nell’ambito dell’Accademia romana dei Virtuosi al Pantheon, i cui profili biografici consentono di precisare la natura dei legami degli Orsini con l’élite aristocratica europea. Particolare attenzione è dedicata a un aspetto inedito di grande rilevanza per la conoscenza del complesso edilizio a Campo de’ Fiori: l’attribuzione dell’ampliamento cinquecentesco che incorpora la Torre medievale dell’Arpacasa, denominato “Palazzetto”, all’architetto di cerchia sangallesca Giovanni Mangone, autore della loggia rinascimentale direttamente affacciata sulla piazza. Per quanto riguarda l’utilizzo a reddito del Palazzo Orsini nel XVII secolo si segnala il rinvenimento di un progetto di ristrutturazione non realizzato di Orazio Torriani, relativo alla proposta di affitto al principe cardinale Maurizio di Savoia, con soluzioni distributive innovative da comparare con quelle realizzate a Montegiordano. La ricerca offre una ricostruzione diacronica del grande palinsesto architettonico costituito dal Palazzo e del “Palazzetto” Orsini, inserendoli in una più ampia riflessione sul rapporto tra potere baronale, architettura e trasformazioni urbane nella Roma di età moderna.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


