Il testo riflette sul significato dell’“insieme” e dell’abitare condiviso in una società contemporanea sempre più segnata dall’individualismo e dalla perdita di senso della collettività. Nelle città, le tradizionali scansioni tra le età della vita si stanno trasformando: i giovani faticano a raggiungere l’autonomia, gli adulti prolungano la loro condizione giovanile e la popolazione invecchia rapidamente. Entro il 2050 gli over 65 in Europa raggiungeranno numeri molto elevati, rendendo centrale il tema della longevità e delle forme di convivenza. In questo scenario, l’intergenerazionalità emerge come possibile risposta progettuale e sociale, capace di favorire relazioni di vicinato e sostegno reciproco. Il dibattito non è privo di controversie: alcuni ritengono che la casa sia già, per natura, adatta a tutte le età, mentre altri sottolineano come l’urbanistica moderna abbia spesso privilegiato un utente “tipo”, producendo spazi poco adattabili e città che separano anziché connettere. Di fronte all’invecchiamento demografico, alla riduzione dei nuclei familiari, alla crisi dell’accessibilità economica e alla crescente solitudine urbana, l’abitare è chiamato a trasformarsi da spazio privato a infrastruttura sociale capace di sostenere nuove forme di convivenza e solidarietà tra generazioni.
Progettare l’interdipendenza / Argenti, Maria; Reale, Luca. - In: RASSEGNA DI ARCHITETTURA E URBANISTICA. - ISSN 0392-8608. - 177:(2025), pp. 5-6.
Progettare l’interdipendenza
Argenti Maria
;Reale Luca
2025
Abstract
Il testo riflette sul significato dell’“insieme” e dell’abitare condiviso in una società contemporanea sempre più segnata dall’individualismo e dalla perdita di senso della collettività. Nelle città, le tradizionali scansioni tra le età della vita si stanno trasformando: i giovani faticano a raggiungere l’autonomia, gli adulti prolungano la loro condizione giovanile e la popolazione invecchia rapidamente. Entro il 2050 gli over 65 in Europa raggiungeranno numeri molto elevati, rendendo centrale il tema della longevità e delle forme di convivenza. In questo scenario, l’intergenerazionalità emerge come possibile risposta progettuale e sociale, capace di favorire relazioni di vicinato e sostegno reciproco. Il dibattito non è privo di controversie: alcuni ritengono che la casa sia già, per natura, adatta a tutte le età, mentre altri sottolineano come l’urbanistica moderna abbia spesso privilegiato un utente “tipo”, producendo spazi poco adattabili e città che separano anziché connettere. Di fronte all’invecchiamento demografico, alla riduzione dei nuclei familiari, alla crisi dell’accessibilità economica e alla crescente solitudine urbana, l’abitare è chiamato a trasformarsi da spazio privato a infrastruttura sociale capace di sostenere nuove forme di convivenza e solidarietà tra generazioni.| File | Dimensione | Formato | |
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