Normative stringenti, macchinari specializzati, segnaletiche definite rendono il cantiere uno spazio tecnico. Ambito di trasformazione e di manutenzione delle strutture urbane ed architettoniche, il cantiere è ancora strettamente concepito come una scatola chiusa, un’area perimetrata impenetrabile e distinta da colori sgargianti e simboli di pericolo. La città di Roma è un terreno fertile per guardare al cantiere urbano come spazio aperto e di sperimentazione. Città eterna e paradossalmente eterno cantiere, Roma appare perennemente paralizzata nella sua metamorfosi. Più recentemente, in virtù di politiche nazionali e recenti opportunità di investimenti per i grandi progetti, quali Giubileo e PNRR soprattutto, Roma risulta costellata da interventi urbani. Nell’articolato territorio romano si possono individuare almeno due famiglie di cantiere, da un lato vi sono i grandi cantieri pianificati, progetti complessi, su cui sono stanziati copiosi fondi, che stravolgono violentemente lo spazio e le dinamiche della città e dei suoi abitanti per anni se non addirittura decenni. Dall’altro, una coreografia di interventi di manutenzione ordinaria che quotidianamente va in scena per le strade della città. Quando durante uno scavo si trancia una conduttura di cui non si era a conoscenza, quando si ritrovano resti di un mosaico antico, quando si intercetta una falda acquifera o un reticolo di cave, è lì che un complesso nodo gordiano di forze e attori delle amministrazioni inizia ad intrecciarsi, riversandosi sul cantiere, snaturando la sua temporaneità, interrompendo le trasformazioni umane, ma lasciandolo aperto ad altre trasformazioni.
Roma cantiere eterno / Marchese, Federico; Nardella, Emilia; Nicoletti Altimari, Sofia. - (2025), pp. 212-217. ( Atti della XXVI Conferenza Nazionale SIU Nuove ecologie territoriali. Coabitare mondi che cambiano Napoli 12-14 Giugno 2024 ).
Roma cantiere eterno
Sofia Nicoletti Altimari
2025
Abstract
Normative stringenti, macchinari specializzati, segnaletiche definite rendono il cantiere uno spazio tecnico. Ambito di trasformazione e di manutenzione delle strutture urbane ed architettoniche, il cantiere è ancora strettamente concepito come una scatola chiusa, un’area perimetrata impenetrabile e distinta da colori sgargianti e simboli di pericolo. La città di Roma è un terreno fertile per guardare al cantiere urbano come spazio aperto e di sperimentazione. Città eterna e paradossalmente eterno cantiere, Roma appare perennemente paralizzata nella sua metamorfosi. Più recentemente, in virtù di politiche nazionali e recenti opportunità di investimenti per i grandi progetti, quali Giubileo e PNRR soprattutto, Roma risulta costellata da interventi urbani. Nell’articolato territorio romano si possono individuare almeno due famiglie di cantiere, da un lato vi sono i grandi cantieri pianificati, progetti complessi, su cui sono stanziati copiosi fondi, che stravolgono violentemente lo spazio e le dinamiche della città e dei suoi abitanti per anni se non addirittura decenni. Dall’altro, una coreografia di interventi di manutenzione ordinaria che quotidianamente va in scena per le strade della città. Quando durante uno scavo si trancia una conduttura di cui non si era a conoscenza, quando si ritrovano resti di un mosaico antico, quando si intercetta una falda acquifera o un reticolo di cave, è lì che un complesso nodo gordiano di forze e attori delle amministrazioni inizia ad intrecciarsi, riversandosi sul cantiere, snaturando la sua temporaneità, interrompendo le trasformazioni umane, ma lasciandolo aperto ad altre trasformazioni.| File | Dimensione | Formato | |
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