Il contributo riflette sul ruolo dell’immaginario nella costruzione della realtà sociale e sulla sua centralità per pensare trasformazioni oltre l’attuale paradigma del capitalismo tecno-nichilista. A partire da una critica alla tradizione filosofica occidentale che ha storicamente svalutato l’immaginazione contrapponendola al reale – emblematicamente nel mito platonico della caverna – il testo propone di interpretare l’immaginario non come dimensione illusoria, ma come matrice generativa attraverso cui le società producono e stabilizzano i propri mondi di senso. In questa prospettiva, l’immaginario dominante del presente viene identificato con quello del capitalismo tecno-nichilista, che riduce il mondo a risorsa sfruttabile e naturalizza modelli di sviluppo fondati sulla valorizzazione economica, colonizzando il futuro e restringendo la possibilità stessa di pensare alternative. Il saggio sostiene che ogni trasformazione radicale debba innanzitutto intervenire sul piano degli immaginari, là dove si formano le condizioni di possibilità dei futuri sociali. In questo quadro, le pratiche artistiche possono svolgere un ruolo significativo: non come strumenti salvifici di cambiamento, ma come dispositivi capaci di denaturalizzare gli immaginari dominanti e di aprire brecce simboliche nell’ordine esistente. Attraverso ambivalenze, scarti e immagini inedite, l’arte può attivare processi immaginativi che rendono nuovamente pensabile il molteplice e suggeriscono altri modi di abitare il mondo.
Immaginare oltre il capitalismo tecno-nichilista / Attili, Giovanni. - (2025), pp. 35-39.
Immaginare oltre il capitalismo tecno-nichilista
Giovanni Attili
2025
Abstract
Il contributo riflette sul ruolo dell’immaginario nella costruzione della realtà sociale e sulla sua centralità per pensare trasformazioni oltre l’attuale paradigma del capitalismo tecno-nichilista. A partire da una critica alla tradizione filosofica occidentale che ha storicamente svalutato l’immaginazione contrapponendola al reale – emblematicamente nel mito platonico della caverna – il testo propone di interpretare l’immaginario non come dimensione illusoria, ma come matrice generativa attraverso cui le società producono e stabilizzano i propri mondi di senso. In questa prospettiva, l’immaginario dominante del presente viene identificato con quello del capitalismo tecno-nichilista, che riduce il mondo a risorsa sfruttabile e naturalizza modelli di sviluppo fondati sulla valorizzazione economica, colonizzando il futuro e restringendo la possibilità stessa di pensare alternative. Il saggio sostiene che ogni trasformazione radicale debba innanzitutto intervenire sul piano degli immaginari, là dove si formano le condizioni di possibilità dei futuri sociali. In questo quadro, le pratiche artistiche possono svolgere un ruolo significativo: non come strumenti salvifici di cambiamento, ma come dispositivi capaci di denaturalizzare gli immaginari dominanti e di aprire brecce simboliche nell’ordine esistente. Attraverso ambivalenze, scarti e immagini inedite, l’arte può attivare processi immaginativi che rendono nuovamente pensabile il molteplice e suggeriscono altri modi di abitare il mondo.| File | Dimensione | Formato | |
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