Lo studio delle origini e della protostoria dei Magiari suscita un ampio interesse in ambito sia nazionale sia internazionale. Nonostante ricerche numerose, questioni fondamentali rimangono aperte, soprattutto a causa della scarsità delle fonti scritte e della loro problematica attendibilità e interpretazione. Negli ultimi anni, tuttavia, lo sviluppo delle scienze naturali applicate e, in particolare, le indagini archeogenetiche hanno introdotto nuove prospettive, consentendo di affrontare la questione con maggiore rigore. Fino al XIX secolo era diffusa, anche in ambito scientifico, la teoria della parentela tra Unni e Magiari, attestata dalle cronache medievali ungheresi. Parallelamente, la linguistica storica dimostrò l’appartenenza della lingua ungherese al ramo ugro-finnico della famiglia uralica, con particolare prossimità al mansi e al khanti. Inizialmente le due prospettive non furono considerate incompatibili: si ammetteva che gli Unni potessero figurare tra gli antenati dei Magiari, pur riconoscendo che la loro lingua fosse ugro-finnica. La frattura tra i due modelli si produsse alla fine del XIX secolo, quando gli storici sottoposero a critica le fonti cronachistiche, evidenziandone le dipendenze da testi occidentali e ridimensionandone il valore documentario. In questo contesto si impose progressivamente il paradigma linguistico come principale quadro interpretativo delle origini magiare, il quale, alla luce delle più recenti acquisizioni archeogenetiche, appare oggi sostanzialmente confermato nelle sue linee generali. L’articolo si propone di analizzare in chiave interdisciplinare tali sviluppi, mettendo in evidenza il contributo decisivo dei dati genetici alla ridefinizione del dibattito sull’etnogenesi ungherese.
Alcune considerazioni sulla storia antica degli ungheresi (parte II) / Rózsavölgyi, Edit. - In: RIVISTA DI STUDI UNGHERESI. - ISSN 2035-7133. - 24:(2025), pp. 45-63. [10.13133/XXXXXXX]
Alcune considerazioni sulla storia antica degli ungheresi (parte II)
Edit Rózsavölgyi
2025
Abstract
Lo studio delle origini e della protostoria dei Magiari suscita un ampio interesse in ambito sia nazionale sia internazionale. Nonostante ricerche numerose, questioni fondamentali rimangono aperte, soprattutto a causa della scarsità delle fonti scritte e della loro problematica attendibilità e interpretazione. Negli ultimi anni, tuttavia, lo sviluppo delle scienze naturali applicate e, in particolare, le indagini archeogenetiche hanno introdotto nuove prospettive, consentendo di affrontare la questione con maggiore rigore. Fino al XIX secolo era diffusa, anche in ambito scientifico, la teoria della parentela tra Unni e Magiari, attestata dalle cronache medievali ungheresi. Parallelamente, la linguistica storica dimostrò l’appartenenza della lingua ungherese al ramo ugro-finnico della famiglia uralica, con particolare prossimità al mansi e al khanti. Inizialmente le due prospettive non furono considerate incompatibili: si ammetteva che gli Unni potessero figurare tra gli antenati dei Magiari, pur riconoscendo che la loro lingua fosse ugro-finnica. La frattura tra i due modelli si produsse alla fine del XIX secolo, quando gli storici sottoposero a critica le fonti cronachistiche, evidenziandone le dipendenze da testi occidentali e ridimensionandone il valore documentario. In questo contesto si impose progressivamente il paradigma linguistico come principale quadro interpretativo delle origini magiare, il quale, alla luce delle più recenti acquisizioni archeogenetiche, appare oggi sostanzialmente confermato nelle sue linee generali. L’articolo si propone di analizzare in chiave interdisciplinare tali sviluppi, mettendo in evidenza il contributo decisivo dei dati genetici alla ridefinizione del dibattito sull’etnogenesi ungherese.| File | Dimensione | Formato | |
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