The concept of èkphrasis, understood as evocative description capable of translating the written word into images, is at the center of the digital reconstruction of the Ninfeo of Villa Giulia, starting from the detailed 1555 letter of Bartolomeo Ammannati. This document, in addition to restoring the lost architecture and decorations, transfers the sensory dimension of the space, evoking the sound of flowing water, the play of light and shadow created by the vegetation, and the movement and song of birds in the bird boxes and through the trees. Over time, the Ninfeo has been altered, compromising its original layout: the text written by Ammannati is the tool that can restore the original conformation of the work. A first attempt at modern restitution is due to the photomontage made by Mario Bafile in 1948, a pioneering attempt at visual reconstruction of the Ninfeo, based on a critical analysis of iconographic sources and the technologies available at the time. This paper proposes a critical digital model that integrates Ammannati’s letter with iconographic sources, balancing scientific rigor and interpretive needs. The use of 3D modeling and texturing techniques made it possible to recreate not only the architectural geometry, but also the perception of space, enriched by audiovisual suggestions. The flow of water, birdsong and shadows of plane trees, reconstructed in the digital environment, return a visual and sensory experience, expanding the communicative potential of the digital representation of historical heritage.

Il concetto di èkphrasis, inteso come descrizione evocativa capace di tradurre in immagini la parola scritta, è al centro della ricostruzione digitale del Ninfeo di Villa Giulia, a partire dalla dettagliata lettera del 1555 di Bartolomeo Ammannati. Questo documento, oltre a restituire l’architettura e le decorazioni perdute, trasmette la dimensione sensoriale dello spazio, evocando il suono dell’acqua che scorre, il gioco di luci e ombre creato dalla vegetazione e il movimento e il canto degli uccelli nelle voliere e tra gli alberi. Nel tempo, il ninfeo ha subito alterazioni che ne hanno compromesso l’assetto originario: il testo scritto da Ammannati è lo strumento in grado di restituire la conformazione originale dell’opera. Un primo tentativo di restituzione moderna si deve al fotomontaggio realizzato da Mario Bafile nel 1948, un tentativo pionieristico di ricostruzione visiva del Ninfeo, basato su un’analisi critica delle fonti iconografiche e sulle tecnologie all’epoca disponibili. Il presente contributo propone un modello digitale critico, che integra la lettera di Ammannati con le fonti iconografiche, bilanciando rigore scientifico e necessità interpretative. L’uso della modellazione 3D e delle tecniche di texturing ha permesso di ricreare non solo la geometria architettonica, ma anche la percezione dello spazio, arricchita da suggestioni audiovisive. Il fluire dell’acqua, il canto degli uccelli e le ombre dei platani, ricostruiti in ambiente digitale, restituiscono un’esperienza visiva e sensoriale, ampliando il potenziale comunicativo della rappresentazione digitale del patrimonio storico.

Il Ninfeo di Villa Giulia tra parola e immagine: dalla lettera dell’Ammannati alla restituzione digitale / Brancasi, Annalisa. - (2025), pp. 301-320. ( 46° Convegno Internazionale dei Docenti delle Discipline della Rappresentazione Roma, Italia ) [10.3280/oa-1430-c773].

Il Ninfeo di Villa Giulia tra parola e immagine: dalla lettera dell’Ammannati alla restituzione digitale

Annalisa Brancasi
2025

Abstract

The concept of èkphrasis, understood as evocative description capable of translating the written word into images, is at the center of the digital reconstruction of the Ninfeo of Villa Giulia, starting from the detailed 1555 letter of Bartolomeo Ammannati. This document, in addition to restoring the lost architecture and decorations, transfers the sensory dimension of the space, evoking the sound of flowing water, the play of light and shadow created by the vegetation, and the movement and song of birds in the bird boxes and through the trees. Over time, the Ninfeo has been altered, compromising its original layout: the text written by Ammannati is the tool that can restore the original conformation of the work. A first attempt at modern restitution is due to the photomontage made by Mario Bafile in 1948, a pioneering attempt at visual reconstruction of the Ninfeo, based on a critical analysis of iconographic sources and the technologies available at the time. This paper proposes a critical digital model that integrates Ammannati’s letter with iconographic sources, balancing scientific rigor and interpretive needs. The use of 3D modeling and texturing techniques made it possible to recreate not only the architectural geometry, but also the perception of space, enriched by audiovisual suggestions. The flow of water, birdsong and shadows of plane trees, reconstructed in the digital environment, return a visual and sensory experience, expanding the communicative potential of the digital representation of historical heritage.
2025
46° Convegno Internazionale dei Docenti delle Discipline della Rappresentazione
Il concetto di èkphrasis, inteso come descrizione evocativa capace di tradurre in immagini la parola scritta, è al centro della ricostruzione digitale del Ninfeo di Villa Giulia, a partire dalla dettagliata lettera del 1555 di Bartolomeo Ammannati. Questo documento, oltre a restituire l’architettura e le decorazioni perdute, trasmette la dimensione sensoriale dello spazio, evocando il suono dell’acqua che scorre, il gioco di luci e ombre creato dalla vegetazione e il movimento e il canto degli uccelli nelle voliere e tra gli alberi. Nel tempo, il ninfeo ha subito alterazioni che ne hanno compromesso l’assetto originario: il testo scritto da Ammannati è lo strumento in grado di restituire la conformazione originale dell’opera. Un primo tentativo di restituzione moderna si deve al fotomontaggio realizzato da Mario Bafile nel 1948, un tentativo pionieristico di ricostruzione visiva del Ninfeo, basato su un’analisi critica delle fonti iconografiche e sulle tecnologie all’epoca disponibili. Il presente contributo propone un modello digitale critico, che integra la lettera di Ammannati con le fonti iconografiche, bilanciando rigore scientifico e necessità interpretative. L’uso della modellazione 3D e delle tecniche di texturing ha permesso di ricreare non solo la geometria architettonica, ma anche la percezione dello spazio, arricchita da suggestioni audiovisive. Il fluire dell’acqua, il canto degli uccelli e le ombre dei platani, ricostruiti in ambiente digitale, restituiscono un’esperienza visiva e sensoriale, ampliando il potenziale comunicativo della rappresentazione digitale del patrimonio storico.
Rappresentazione e documentazione del Patrimonio Culturale; Beni Culturali materiali e immateriali; comunicazione del Patrimonio Culturale; storia dell’architettura; Ninfeo di Villa Giulia.
04 Pubblicazione in atti di convegno::04b Atto di convegno in volume
Il Ninfeo di Villa Giulia tra parola e immagine: dalla lettera dell’Ammannati alla restituzione digitale / Brancasi, Annalisa. - (2025), pp. 301-320. ( 46° Convegno Internazionale dei Docenti delle Discipline della Rappresentazione Roma, Italia ) [10.3280/oa-1430-c773].
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11573/1760965
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