Il Soggetto universale, sessuato al maschile e dotato di razionalità, è stato storicamente abilitato al ragionamento scientifico, entro un sistema di conoscenze connotato da una serie di attributi: oggettività e imparzialità, neutralità e astrazione. Soprattutto a partire dalla tematizzazione della differenza e dalla critica a quel Soggetto, dagli anni Settanta del Novecento si è sviluppata anche in Italia un’elaborazione teorica che indaga lo statuto della scienza, in generale, e il rapporto tra l’esperienza delle donne e la ricerca scientifica, in particolare. Diverse donne, impegnate in più settori, interrogano il loro posizionamento all’interno delle comunità accademiche e professionali. Ne derivano proposte epistemologiche volte a scardinare, sovvertendone i valori predominanti, i modelli androcentrici e patriarcali sottesi alla pratica scientifica. Assumendo la parzialità e la non neutralità nei modelli di ricerca, anche all’interno della produzione teorica si dà centralità all’esperienza, al vissuto e al corpo, piuttosto che alla sola ragione e all’astrazione. I concetti di sapere e di conoscenza vengono messi in tensione, in anni in cui alcuni fatti storici (Chernobyl,1986) richiedono di ripensare responsabilmente l’idea di sviluppo e la comunicazione democratica della verità dei fatti. Obiettivo del paper è ripercorrere alcune mosse teorico-pratiche di tale percorso che, non chiuse in una logica duale, risultano cruciali per immaginare un approccio sostenibile alla scienza e alla ricerca tanto nei confronti di chi la pratica, quanto delle sfide presenti del mondo comune.
Differenza, esperienza, verità. Un percorso nella critica femminista della scienza / Felli, Norma. - (2026), pp. 74-79. ( I valori della scienza. Tra etica, immaginari e carriere Genova ).
Differenza, esperienza, verità. Un percorso nella critica femminista della scienza
Norma Felli
2026
Abstract
Il Soggetto universale, sessuato al maschile e dotato di razionalità, è stato storicamente abilitato al ragionamento scientifico, entro un sistema di conoscenze connotato da una serie di attributi: oggettività e imparzialità, neutralità e astrazione. Soprattutto a partire dalla tematizzazione della differenza e dalla critica a quel Soggetto, dagli anni Settanta del Novecento si è sviluppata anche in Italia un’elaborazione teorica che indaga lo statuto della scienza, in generale, e il rapporto tra l’esperienza delle donne e la ricerca scientifica, in particolare. Diverse donne, impegnate in più settori, interrogano il loro posizionamento all’interno delle comunità accademiche e professionali. Ne derivano proposte epistemologiche volte a scardinare, sovvertendone i valori predominanti, i modelli androcentrici e patriarcali sottesi alla pratica scientifica. Assumendo la parzialità e la non neutralità nei modelli di ricerca, anche all’interno della produzione teorica si dà centralità all’esperienza, al vissuto e al corpo, piuttosto che alla sola ragione e all’astrazione. I concetti di sapere e di conoscenza vengono messi in tensione, in anni in cui alcuni fatti storici (Chernobyl,1986) richiedono di ripensare responsabilmente l’idea di sviluppo e la comunicazione democratica della verità dei fatti. Obiettivo del paper è ripercorrere alcune mosse teorico-pratiche di tale percorso che, non chiuse in una logica duale, risultano cruciali per immaginare un approccio sostenibile alla scienza e alla ricerca tanto nei confronti di chi la pratica, quanto delle sfide presenti del mondo comune.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


