Indagini in necropoli a incinerazione del Piemonte, datate tra l’età del Bronzo medio-recente e la seconda età del Ferro, hanno documentato in alcuni cinerari la presenza di frammenti di ossi animali, mescolati ai resti umani, interpretabili come offerte di cibo, combuste sulla pira insieme al corpo del defunto, o come residui non cremati di “cibi per il morto” o di pasti rituali consumati nell’ambito delle onoranze funebri oppure ancora come oggetti di abbigliamento o di ornamento personale indossati dal defunto al momento della cremazione. Nel contributo sono esaminate le attestazioni delle necropoli dell’età del Bronzo medio-recente di Alba (11 su 84 cinerari), dell’età del Bronzo finale di Morano sul Po (4 su 47 cinerari) e di Chiusa di Pesio (vecchi rinvenimenti: 2 attestazioni) e della seconda età del Ferro di Montabone (16 su 16 cinerari), oltre a 2 tombe di Castelletto Ticino della prima età del Ferro. Problematica è l’interpretazione dei resti di anfibi anuri (rospi e rane) rinvenuti in abbondanza a Montabone (non cremati) e nella necropoli di Alba (cremato); pur essendo ragionevole la tentazione di considerarne i resti come parte del rituale funebre, anche in considerazione del significato che queste specie hanno rivestito nell’antichità e dell’uso che ne viene fatto presso diverse culture, non si può escludere che, almeno nei casi di resti non cremati, si possa trattare di intrusioni successive alla deposizione. Dai dati esposti, da contestualizzare nell’ambito di quelli noti per le aree geografiche vicine e con riferimento al quadro fornito dai contesti di abitato, emerge come nella protostoria la varietà degli animali utilizzati nell’ambito dei rituali funerari fosse piuttosto ampia e comprendesse taxa sia domestici che selvatici, alcuni appartenenti alla gamma di quelli comunemente utilizzati nell’alimentazione e forse altri che probabilmente rivestivano particolari significati magici, simbolici o religiosi.

Offerte animali in contesti funerari dell’età del Bronzo e del Ferro in Piemonte / Bedini, Elena; Paniccia, Costanza; Venturino, Marica. - In: BULLETIN D'ÉTUDES PRÉHISTORIQUES ET ARCHEOLOGIQUES ALPINES. - ISSN 1826-3690. - XXXI(2025), pp. 203-216. ( Actes du XVIe Colloque sur les Alpes dans l’Antiquité. L’animal et l'homme Aosta ).

Offerte animali in contesti funerari dell’età del Bronzo e del Ferro in Piemonte

Costanza Paniccia
Co-primo
;
2025

Abstract

Indagini in necropoli a incinerazione del Piemonte, datate tra l’età del Bronzo medio-recente e la seconda età del Ferro, hanno documentato in alcuni cinerari la presenza di frammenti di ossi animali, mescolati ai resti umani, interpretabili come offerte di cibo, combuste sulla pira insieme al corpo del defunto, o come residui non cremati di “cibi per il morto” o di pasti rituali consumati nell’ambito delle onoranze funebri oppure ancora come oggetti di abbigliamento o di ornamento personale indossati dal defunto al momento della cremazione. Nel contributo sono esaminate le attestazioni delle necropoli dell’età del Bronzo medio-recente di Alba (11 su 84 cinerari), dell’età del Bronzo finale di Morano sul Po (4 su 47 cinerari) e di Chiusa di Pesio (vecchi rinvenimenti: 2 attestazioni) e della seconda età del Ferro di Montabone (16 su 16 cinerari), oltre a 2 tombe di Castelletto Ticino della prima età del Ferro. Problematica è l’interpretazione dei resti di anfibi anuri (rospi e rane) rinvenuti in abbondanza a Montabone (non cremati) e nella necropoli di Alba (cremato); pur essendo ragionevole la tentazione di considerarne i resti come parte del rituale funebre, anche in considerazione del significato che queste specie hanno rivestito nell’antichità e dell’uso che ne viene fatto presso diverse culture, non si può escludere che, almeno nei casi di resti non cremati, si possa trattare di intrusioni successive alla deposizione. Dai dati esposti, da contestualizzare nell’ambito di quelli noti per le aree geografiche vicine e con riferimento al quadro fornito dai contesti di abitato, emerge come nella protostoria la varietà degli animali utilizzati nell’ambito dei rituali funerari fosse piuttosto ampia e comprendesse taxa sia domestici che selvatici, alcuni appartenenti alla gamma di quelli comunemente utilizzati nell’alimentazione e forse altri che probabilmente rivestivano particolari significati magici, simbolici o religiosi.
2025
Actes du XVIe Colloque sur les Alpes dans l’Antiquité. L’animal et l'homme
offerte animali; offerte funerarie; protostoria; ritualità funeraria; età del Bronzo; età del Ferro;
04 Pubblicazione in atti di convegno::04h Atto di convegno in rivista scientifica o di classe A
Offerte animali in contesti funerari dell’età del Bronzo e del Ferro in Piemonte / Bedini, Elena; Paniccia, Costanza; Venturino, Marica. - In: BULLETIN D'ÉTUDES PRÉHISTORIQUES ET ARCHEOLOGIQUES ALPINES. - ISSN 1826-3690. - XXXI(2025), pp. 203-216. ( Actes du XVIe Colloque sur les Alpes dans l’Antiquité. L’animal et l'homme Aosta ).
File allegati a questo prodotto
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11573/1760532
 Attenzione

Attenzione! I dati visualizzati non sono stati sottoposti a validazione da parte dell'ateneo

Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact