Nel "Poscritto sulle società di controllo", Gilles Deleuze non attribuisce a Michel Foucault la paternità della nozione di società di controllo, ma, cosa sottilmente diversa, sostiene che “controllo” sia il nome con il quale Foucault ha indicato la mostruosità del nostro prossimo futuro – divenuto presente. La deleuziana società di controllo corrisponderebbe cioè a uno sviluppo della società biopolitica dei dispositivi di controllo regolatore già evocata da Foucault alla fine di "La volontà di sapere" – e che, nelle prime quattro lezioni del corso "Sicurezza, territorio, popolazione", prende il nome di società di sicurezza. A partire da questa ipotesi, il presente scritto si propone di conquistare una conoscenza chiara e distinta dei concetti di sorveglianza e controllo all’interno del corpus foucaultiano, collocando quindi il problema della loro identità o differenza non più sul terreno di confronto (e di conflitto) tra due autori diversi, ma all’interno del cammino di pensiero del solo Foucault. La distinzione fra meccanismi di sorveglianza disciplinare e meccanismi di controllo regolatore sembra, infatti, evocare una definizione del controllo non riconducibile a quella della sorveglianza, implicando pertanto due poteri e, soprattutto, due saperi del tutto eterogenei.
Sorveglianza e controllo / Luzi, Flavio. - (2025), pp. 187-201.
Sorveglianza e controllo
Flavio Luzi
2025
Abstract
Nel "Poscritto sulle società di controllo", Gilles Deleuze non attribuisce a Michel Foucault la paternità della nozione di società di controllo, ma, cosa sottilmente diversa, sostiene che “controllo” sia il nome con il quale Foucault ha indicato la mostruosità del nostro prossimo futuro – divenuto presente. La deleuziana società di controllo corrisponderebbe cioè a uno sviluppo della società biopolitica dei dispositivi di controllo regolatore già evocata da Foucault alla fine di "La volontà di sapere" – e che, nelle prime quattro lezioni del corso "Sicurezza, territorio, popolazione", prende il nome di società di sicurezza. A partire da questa ipotesi, il presente scritto si propone di conquistare una conoscenza chiara e distinta dei concetti di sorveglianza e controllo all’interno del corpus foucaultiano, collocando quindi il problema della loro identità o differenza non più sul terreno di confronto (e di conflitto) tra due autori diversi, ma all’interno del cammino di pensiero del solo Foucault. La distinzione fra meccanismi di sorveglianza disciplinare e meccanismi di controllo regolatore sembra, infatti, evocare una definizione del controllo non riconducibile a quella della sorveglianza, implicando pertanto due poteri e, soprattutto, due saperi del tutto eterogenei.| File | Dimensione | Formato | |
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