La fornace da campana rinvenuta all’interno del refettoriomdell’abbazia di San Galgano offre una prospettiva singolare per alcuni aspetti principali, dati dalla sua collocazione spaziale e temporale. La successione stratigrafica e i materiali ceramici rinvenuti nel crollo della cupola, hanno da subito suggerito un orizzonte cronologico relativo al XV secolo. Nel 1420 il refettorio, sebbene ancora strutturalmente integro, non veniva più utilizzato come mensa dei monaci: ne è testimonianza il disfacimento dell’assito ligneo nella parte sud del refettorio che ha permesso di analizzare un ingente numero di ceramiche e monete: i reperti mostrano un esaurirsi di attività di mensa già alla fine del XIV. Il ritrovamento della fornace all’interno del contesto abbaziale, specificatamente nella struttura destinata alla mensa dei monaci, ci ha permesso dunque di comprendere meglio e collocare in un momento ancora più preciso la de-funzionalizzazione del refettorio e il sistematico riadattamento degli spazi in una fase che non coincideva più con le funzioni monastiche tradizionali. Il quadro tecnologico emerso dalle analisi riflette l’alta competenza e la maestria di Giovanni di Tofano di Magio, un artigiano di spicco nell’ambito della fusione delle campane. La sua abilità è documentata chiaramente dalle campane che egli realizzò per il Duomo di Siena: una nel 1452 e un’altra nel 1453.
La fornace da campana dall’abbazia di San Galgano (Chiusdino, SI): dalla tecnologia alla ritualità / Palmas, Carla. - (2025), pp. 166-171. ( X Congresso Nazionale di Archeologia Medievale Udine ).
La fornace da campana dall’abbazia di San Galgano (Chiusdino, SI): dalla tecnologia alla ritualità
carla palmas
2025
Abstract
La fornace da campana rinvenuta all’interno del refettoriomdell’abbazia di San Galgano offre una prospettiva singolare per alcuni aspetti principali, dati dalla sua collocazione spaziale e temporale. La successione stratigrafica e i materiali ceramici rinvenuti nel crollo della cupola, hanno da subito suggerito un orizzonte cronologico relativo al XV secolo. Nel 1420 il refettorio, sebbene ancora strutturalmente integro, non veniva più utilizzato come mensa dei monaci: ne è testimonianza il disfacimento dell’assito ligneo nella parte sud del refettorio che ha permesso di analizzare un ingente numero di ceramiche e monete: i reperti mostrano un esaurirsi di attività di mensa già alla fine del XIV. Il ritrovamento della fornace all’interno del contesto abbaziale, specificatamente nella struttura destinata alla mensa dei monaci, ci ha permesso dunque di comprendere meglio e collocare in un momento ancora più preciso la de-funzionalizzazione del refettorio e il sistematico riadattamento degli spazi in una fase che non coincideva più con le funzioni monastiche tradizionali. Il quadro tecnologico emerso dalle analisi riflette l’alta competenza e la maestria di Giovanni di Tofano di Magio, un artigiano di spicco nell’ambito della fusione delle campane. La sua abilità è documentata chiaramente dalle campane che egli realizzò per il Duomo di Siena: una nel 1452 e un’altra nel 1453.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


