This contribution questions the Italian system for protecting vulnerable persons in light of the epistemological shift brought about by the 2006 UN Convention. The author observes how the traditional paradigm of capacity to act, a legacy of civil law based on property rights, must give way to vulnerability as the key interpretative principle. Supportive administration is reconstructed as a measure of “unchanged capacity”: the administrator does not replace but facilitates self-determination, accompanying the person in the expression of their choices. In this perspective, limitation remains exceptional, admissible only when it is impossible to reconstruct the person’s will, desires and preferences. The shift from “best interest” to “preferred interest” marks the abandonment of any paternalistic logic, outlining a model of emancipatory protection that recognises vulnerability not as a deficit to be corrected, but as an ontological condition deserving of collaborative support.

Il contributo interroga il sistema italiano di protezione delle persone vulnerabili alla luce della frattura epistemologica impressa dalla Convenzione ONU del 2006. L’Autore osserva come il tradizionale paradigma della capacità di agire, retaggio di un diritto civile patrimonialista, deve cedere il passo alla vulnerabilità come chiave interpretativa. L’amministrazione di sostegno viene ricostruita come misura “a capacità invariata”: l’amministratore non sostituisce ma facilita l’autodeterminazione, accompagnando la persona nell’espressione delle proprie scelte. La limitazione, in questa prospettiva, resta eccezionale, ammissibile solo quando sia impossibile ricostruire volontà, desideri e preferenze. Il passaggio dal “miglior interesse” all’“interesse preferito” segna l’abbandono di ogni logica paternalistica, delineando un modello di protezione emancipativa che riconosce nella vulnerabilità non un deficit da correggere, ma una condizione ontologica meritevole di sostegno collaborativo.

La tutela delle persone vulnerabili nel sistema giuridico italiano. Per una rilettura integrale dell'amministratore di sostegno / Barba, Vincenzo. - In: DIRITTO DI FAMIGLIA E DELLE PERSONE. - ISSN 0390-1882. - 54:4(2025), pp. 1201-1239.

La tutela delle persone vulnerabili nel sistema giuridico italiano. Per una rilettura integrale dell'amministratore di sostegno

Vincenzo Barba
2025

Abstract

This contribution questions the Italian system for protecting vulnerable persons in light of the epistemological shift brought about by the 2006 UN Convention. The author observes how the traditional paradigm of capacity to act, a legacy of civil law based on property rights, must give way to vulnerability as the key interpretative principle. Supportive administration is reconstructed as a measure of “unchanged capacity”: the administrator does not replace but facilitates self-determination, accompanying the person in the expression of their choices. In this perspective, limitation remains exceptional, admissible only when it is impossible to reconstruct the person’s will, desires and preferences. The shift from “best interest” to “preferred interest” marks the abandonment of any paternalistic logic, outlining a model of emancipatory protection that recognises vulnerability not as a deficit to be corrected, but as an ontological condition deserving of collaborative support.
2025
Il contributo interroga il sistema italiano di protezione delle persone vulnerabili alla luce della frattura epistemologica impressa dalla Convenzione ONU del 2006. L’Autore osserva come il tradizionale paradigma della capacità di agire, retaggio di un diritto civile patrimonialista, deve cedere il passo alla vulnerabilità come chiave interpretativa. L’amministrazione di sostegno viene ricostruita come misura “a capacità invariata”: l’amministratore non sostituisce ma facilita l’autodeterminazione, accompagnando la persona nell’espressione delle proprie scelte. La limitazione, in questa prospettiva, resta eccezionale, ammissibile solo quando sia impossibile ricostruire volontà, desideri e preferenze. Il passaggio dal “miglior interesse” all’“interesse preferito” segna l’abbandono di ogni logica paternalistica, delineando un modello di protezione emancipativa che riconosce nella vulnerabilità non un deficit da correggere, ma una condizione ontologica meritevole di sostegno collaborativo.
amministratore di sostegno; vulneralibitá, interesse preferito, incapacit´; disabilitá
01 Pubblicazione su rivista::01a Articolo in rivista
La tutela delle persone vulnerabili nel sistema giuridico italiano. Per una rilettura integrale dell'amministratore di sostegno / Barba, Vincenzo. - In: DIRITTO DI FAMIGLIA E DELLE PERSONE. - ISSN 0390-1882. - 54:4(2025), pp. 1201-1239.
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