L’articolo analizza le prime Mostre Internazionali di Architettura della Biennale di Venezia (1980–1985) come un vero e proprio laboratorio di storiografia architettonica, capace di ridefinire il rapporto tra storia, progetto ed esposizione. A partire dalla Biennale del 1980 curata da Paolo Portoghesi (La presenza del passato), fino a Progetto Venezia di Aldo Rossi (1985), il contributo ricostruisce un breve ma decisivo arco temporale in cui la mostra diventa dispositivo critico e spaziale, superando la funzione rappresentativa per trasformarsi in esperienza, racconto immersivo e strumento di costruzione del dibattito disciplinare. Attraverso l’analisi di allestimenti, scelte curatoriali e posizioni teoriche, il saggio mostra come la Biennale abbia operato una riscrittura in tempo reale della storia dell’architettura, sostituendo una visione lineare ed evolutiva con una pluralità di narrazioni simultanee, in cui moderno, classico e postmoderno coesistono come tempi intrecciati. In controluce, l’articolo interroga il ruolo attuale delle esposizioni di architettura, mettendo in evidenza il rischio di dispersione critica e richiamando la necessità di recuperare la mostra come medium selettivo, capace non solo di raccontare l’architettura, ma di farla accadere.
La Biennale e la storia. The Biennale and Architectural History / Ghia, Maria Clara; Groaz, Silvia. - In: STUDI E RICERCHE DI STORIA DELL'ARCHITETTURA. - ISSN 2532-2699. - 2:18(2025), pp. 251-253. [10.6093/2532-2699/2025/18]
La Biennale e la storia. The Biennale and Architectural History
maria clara ghia;
2025
Abstract
L’articolo analizza le prime Mostre Internazionali di Architettura della Biennale di Venezia (1980–1985) come un vero e proprio laboratorio di storiografia architettonica, capace di ridefinire il rapporto tra storia, progetto ed esposizione. A partire dalla Biennale del 1980 curata da Paolo Portoghesi (La presenza del passato), fino a Progetto Venezia di Aldo Rossi (1985), il contributo ricostruisce un breve ma decisivo arco temporale in cui la mostra diventa dispositivo critico e spaziale, superando la funzione rappresentativa per trasformarsi in esperienza, racconto immersivo e strumento di costruzione del dibattito disciplinare. Attraverso l’analisi di allestimenti, scelte curatoriali e posizioni teoriche, il saggio mostra come la Biennale abbia operato una riscrittura in tempo reale della storia dell’architettura, sostituendo una visione lineare ed evolutiva con una pluralità di narrazioni simultanee, in cui moderno, classico e postmoderno coesistono come tempi intrecciati. In controluce, l’articolo interroga il ruolo attuale delle esposizioni di architettura, mettendo in evidenza il rischio di dispersione critica e richiamando la necessità di recuperare la mostra come medium selettivo, capace non solo di raccontare l’architettura, ma di farla accadere.| File | Dimensione | Formato | |
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