Il giunto architettonico non può essere pensato esclusivamente come mero congegno tecnico e costruttivo, ma più estensivamente come dispositivo estetico, che opera nella percezione e influisce sull’esperienza del soggetto nello spazio architettonico. Osservare un giunto nella sua singolarità significa interessarsi a quel margine di tolleranza in grado di assorbire la naturale imperfezione delle cose. Un margine in cui la ricchezza del reale si esprime, a volte silenziosamente, modificando lo spazio vissuto dell’architettura. D’altra parte, come sarebbe la nostra esperienza dello spazio se fosse del tutto priva di dettagli, da cosa trarrebbe la sua “qualità” estetica? Questa dissertazione analizza il progetto di architettura come un insieme eterogeneo di connessioni le cui proprietà definiscono l’intonazione atmosferica di uno spazio. L’intento è di sottoporre questo tema fondante dell’architettura a una nuova verifica, discutendone il ruolo e il significato progettuale a partire da un cambio di prospettiva, che permetta di indagare sulle sue proprietà fisiche ed estetiche osservando come queste influiscono sulla qualità atmosferica dello spazio. L’ipotesi di indagine individua nel giunto un dispositivo architettonico «generatore di atmosfere», attraverso cui studiare l’insieme delle dinamiche percettive che mettono in comunicazione il soggetto e lo spazio.
Tra le parti. Il giunto come dispositivo architettonico tra forma e percezione / De Sanctis, Andrea. - (2025), pp. 894-904. ( Convegno nazionale dei dottorati di ricerca in progettazione architettonica Roma ).
Tra le parti. Il giunto come dispositivo architettonico tra forma e percezione
andrea de sanctis
2025
Abstract
Il giunto architettonico non può essere pensato esclusivamente come mero congegno tecnico e costruttivo, ma più estensivamente come dispositivo estetico, che opera nella percezione e influisce sull’esperienza del soggetto nello spazio architettonico. Osservare un giunto nella sua singolarità significa interessarsi a quel margine di tolleranza in grado di assorbire la naturale imperfezione delle cose. Un margine in cui la ricchezza del reale si esprime, a volte silenziosamente, modificando lo spazio vissuto dell’architettura. D’altra parte, come sarebbe la nostra esperienza dello spazio se fosse del tutto priva di dettagli, da cosa trarrebbe la sua “qualità” estetica? Questa dissertazione analizza il progetto di architettura come un insieme eterogeneo di connessioni le cui proprietà definiscono l’intonazione atmosferica di uno spazio. L’intento è di sottoporre questo tema fondante dell’architettura a una nuova verifica, discutendone il ruolo e il significato progettuale a partire da un cambio di prospettiva, che permetta di indagare sulle sue proprietà fisiche ed estetiche osservando come queste influiscono sulla qualità atmosferica dello spazio. L’ipotesi di indagine individua nel giunto un dispositivo architettonico «generatore di atmosfere», attraverso cui studiare l’insieme delle dinamiche percettive che mettono in comunicazione il soggetto e lo spazio.| File | Dimensione | Formato | |
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