La produzione di genere all’antica dello scultore tedesco Ridolfo Schadow (1786-1822) è riconsiderata alla luce di un nuovo esemplare inedito comparso sul mercato antiquario. La statua rappresentante una fanciulla recante nella mano destra un colombino e in grembo la madre, firmata e datata Rudolph Schadovv. | fecit: Romae 1819, è una variazione sul tema della «Taubenmädchen», di cui si conosceva sino a oggi un solo esemplare firmato e datato Rudolph Schadovv. | fecit. Romae 1820:, dove la fanciulla è colta in posa diversa e reca tre colombe (due delle quali adagiate in un nido recato in grembo). Oltre a costituire un’importante aggiunta alla serie di figure di genere all’antica – l’ambito per eccellenza di Schadow – la presenza di una diversa versione di questo soggetto, già chiaramente attestata dalla bibliografia coeva, suggerisce l’ipotesi che la «Taubenmädchen» oggi perduta, commissionata nel dicembre 1818 dal principe Nikolaus II Esterházy e finora ritenuta una versione dell’invenzione firmata e datata 1820, possa invece corrispondere a quella qui presentata. Le descrizioni e i cataloghi della collezione di sculture del principe sembrano avvalorare questa ipotesi, che tuttavia resta in attesa di una verifica definitiva.
«Ein junges Mädchen welches mit den Vögeln spielt». Un’opera inedita di Ridolfo Schadow / Picchetti, Lorenzo. - In: STUDI NEOCLASSICI. - ISSN 2420-8264. - 13:(2025), pp. 59-72.
«Ein junges Mädchen welches mit den Vögeln spielt». Un’opera inedita di Ridolfo Schadow
Lorenzo Picchetti
2025
Abstract
La produzione di genere all’antica dello scultore tedesco Ridolfo Schadow (1786-1822) è riconsiderata alla luce di un nuovo esemplare inedito comparso sul mercato antiquario. La statua rappresentante una fanciulla recante nella mano destra un colombino e in grembo la madre, firmata e datata Rudolph Schadovv. | fecit: Romae 1819, è una variazione sul tema della «Taubenmädchen», di cui si conosceva sino a oggi un solo esemplare firmato e datato Rudolph Schadovv. | fecit. Romae 1820:, dove la fanciulla è colta in posa diversa e reca tre colombe (due delle quali adagiate in un nido recato in grembo). Oltre a costituire un’importante aggiunta alla serie di figure di genere all’antica – l’ambito per eccellenza di Schadow – la presenza di una diversa versione di questo soggetto, già chiaramente attestata dalla bibliografia coeva, suggerisce l’ipotesi che la «Taubenmädchen» oggi perduta, commissionata nel dicembre 1818 dal principe Nikolaus II Esterházy e finora ritenuta una versione dell’invenzione firmata e datata 1820, possa invece corrispondere a quella qui presentata. Le descrizioni e i cataloghi della collezione di sculture del principe sembrano avvalorare questa ipotesi, che tuttavia resta in attesa di una verifica definitiva.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


