Gli imperi hanno sempre dominato le stelle. Oggi non le vediamo più, non le pensiamo più. Parafrasando Giorgio Agamben in Quando la casa che brucia (2020), con la perdita della lingua (il dialetto) degli antenati, attraverso cui parlare con gli astri, abbiamo smarrito anche la “stella polare” culturale necessaria a fondare la pólis. Questo contributo, con uno sguardo insieme retrospettivo e proiettivo, indaga la dimensione astrale della città per rievocarne l’influenza politica, sociale e critica. L’illusione di un controllo illuminato della tecnica genera infatti una cecità immaginativa che, come sottolinea Matteo Meschiari in Geografie del collasso. L’Antropocene in nove parole chiave (2021), annebbia il pensiero orientato al futuro. Ripensare oggi la responsabilità del progetto significa riconnetterla al ritorno, imposto dall’emergenza climatica, di una Storia del Buio (2019), come ricorda Nina Edwards. Le macchine spaziali e i dispositivi simbolici inscritti nei palinsesti urbani erano architetture concepite per proiettare futuri, scandire calendari, manifestare epifanie di potere. La dimensione astrale dell’architettura è parte costitutiva della cultura del progetto: già Vitruvio, nel De Architectura (I, 1,3), ammoniva l’architetto sulla necessità di conoscere le leggi dell’astronomia. Non a caso l’imperatore Augusto si circondò di asterismi; e Plinio il Vecchio, nella Naturalis Historia, descrive un matrimonio stellare inscritto nella planimetria di Roma, ripreso poi da Lanciani e Lugli. Marcello Fagiolo, in Architettura & Massoneria (1988), attraversa queste tensioni mostrando come in ogni costruzione si celi un esoterismo implicito.

Urbis Siderea / Anelli-Monti, Michele. - (2025), pp. -308. ( Dodicesimo Forum ProArch Il progetto al centro | Forme, ruolo e comunicazione del progetto di architettura per la trasformazione dei luoghi Trento ).

Urbis Siderea

Anelli-Monti, Michele
2025

Abstract

Gli imperi hanno sempre dominato le stelle. Oggi non le vediamo più, non le pensiamo più. Parafrasando Giorgio Agamben in Quando la casa che brucia (2020), con la perdita della lingua (il dialetto) degli antenati, attraverso cui parlare con gli astri, abbiamo smarrito anche la “stella polare” culturale necessaria a fondare la pólis. Questo contributo, con uno sguardo insieme retrospettivo e proiettivo, indaga la dimensione astrale della città per rievocarne l’influenza politica, sociale e critica. L’illusione di un controllo illuminato della tecnica genera infatti una cecità immaginativa che, come sottolinea Matteo Meschiari in Geografie del collasso. L’Antropocene in nove parole chiave (2021), annebbia il pensiero orientato al futuro. Ripensare oggi la responsabilità del progetto significa riconnetterla al ritorno, imposto dall’emergenza climatica, di una Storia del Buio (2019), come ricorda Nina Edwards. Le macchine spaziali e i dispositivi simbolici inscritti nei palinsesti urbani erano architetture concepite per proiettare futuri, scandire calendari, manifestare epifanie di potere. La dimensione astrale dell’architettura è parte costitutiva della cultura del progetto: già Vitruvio, nel De Architectura (I, 1,3), ammoniva l’architetto sulla necessità di conoscere le leggi dell’astronomia. Non a caso l’imperatore Augusto si circondò di asterismi; e Plinio il Vecchio, nella Naturalis Historia, descrive un matrimonio stellare inscritto nella planimetria di Roma, ripreso poi da Lanciani e Lugli. Marcello Fagiolo, in Architettura & Massoneria (1988), attraversa queste tensioni mostrando come in ogni costruzione si celi un esoterismo implicito.
2025
Dodicesimo Forum ProArch Il progetto al centro | Forme, ruolo e comunicazione del progetto di architettura per la trasformazione dei luoghi
architettura astrale • buio • città
04 Pubblicazione in atti di convegno::04b Atto di convegno in volume
Urbis Siderea / Anelli-Monti, Michele. - (2025), pp. -308. ( Dodicesimo Forum ProArch Il progetto al centro | Forme, ruolo e comunicazione del progetto di architettura per la trasformazione dei luoghi Trento ).
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11573/1759430
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