Il presente saggio si concentra sul ciclo con le storie di San Francesco che decorava la tribuna della chiesa di S. Francesco a Rieti. Dipinto poco dopo l’impresa assisiate a cura di maestranze di ascendenza umbro- romana, dichiara la sua natura di copia parziale del ciclo di Giotto di cui ripropongono con notevole fedeltà sette scene: il Sogno di Innocenzo III, il Miracolo del presepe di Greccio, la Visione del carro di fuoco o di Rivotorto, la Visione dei troni celesti, la Guarigione del malato di Lerida, la Liberazione di Pietro di Alife, la Confessione della donna risuscitata, ai quali si aggiunge un ottavo pannello con il committente laico al cospetto della Madonna con il Bambino e i Santi Pietro e Paolo. Delle Storie reatine, grazie all’analisi della documentazione inedita rinvenuta in diversi archivi, si ripercorrono le modalità della riscoperta nel 1950, la difficile vicenda conservativa che ha infine portato a realizzare il distacco degli affreschi del 1978, fino ad arrivare all’epoca odierna in cui il ciclo non ha ancora raggiunto una sistemazione definitiva. Contestualmente si propone una nuova ipotesi ricostruttiva, ragionando sul numero delle scene che dovevano completare la decorazione della cappella e avvalendosi di un restituzione grafica dell’ambiente dove, almeno virtualmente, sono state ricomposte le scene staccate.
Staccati, dimenticati, ritrovati: gli affreschi della tribuna di S. Francesco a Rieti / Cerone, Roberta. - In: ARTE MEDIEVALE. - ISSN 0393-7267. - XV (2025):(2025), pp. 237-250.
Staccati, dimenticati, ritrovati: gli affreschi della tribuna di S. Francesco a Rieti
Roberta CERONE
2025
Abstract
Il presente saggio si concentra sul ciclo con le storie di San Francesco che decorava la tribuna della chiesa di S. Francesco a Rieti. Dipinto poco dopo l’impresa assisiate a cura di maestranze di ascendenza umbro- romana, dichiara la sua natura di copia parziale del ciclo di Giotto di cui ripropongono con notevole fedeltà sette scene: il Sogno di Innocenzo III, il Miracolo del presepe di Greccio, la Visione del carro di fuoco o di Rivotorto, la Visione dei troni celesti, la Guarigione del malato di Lerida, la Liberazione di Pietro di Alife, la Confessione della donna risuscitata, ai quali si aggiunge un ottavo pannello con il committente laico al cospetto della Madonna con il Bambino e i Santi Pietro e Paolo. Delle Storie reatine, grazie all’analisi della documentazione inedita rinvenuta in diversi archivi, si ripercorrono le modalità della riscoperta nel 1950, la difficile vicenda conservativa che ha infine portato a realizzare il distacco degli affreschi del 1978, fino ad arrivare all’epoca odierna in cui il ciclo non ha ancora raggiunto una sistemazione definitiva. Contestualmente si propone una nuova ipotesi ricostruttiva, ragionando sul numero delle scene che dovevano completare la decorazione della cappella e avvalendosi di un restituzione grafica dell’ambiente dove, almeno virtualmente, sono state ricomposte le scene staccate.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


