Il contributo illustra un percorso di ricerca e conoscenza integrata applicato allo studio del pavimento cosmatesco della basilica di Santa Maria in Cosmedin a Roma. L’indagine, condotta nell’ambito del progetto nazionale CHANGES, ha combinato ricerche storico-archivistiche, analisi architettonico-stratigrafiche e indagini diagnostiche non invasive, in particolare rilievi georadar (GPR), per ricostruire le trasformazioni moderne avvenute sul pavimento della basilica. I risultati ottenuti hanno consentito di individuare con precisione la morfologia e l’estensione di sepolture la cui localizzazione è nota, di collocare con maggiore esattezza interventi di cui si hanno informazioni generiche dalle sole fonti archivistiche, confermando e in alcuni casi integrando i dati documentari, e individuare strutture sotterranee non note. L’approccio multidisciplinare adottato dimostra l’efficacia dell’interazione tra metodologie tradizionali e strumenti tecnologici avanzati per la conoscenza, la conservazione e la valorizzazione dell’architettura storica, offrendo un modello operativo replicabile in contesti analoghi.
Contributi integrati per la conoscenza dell’architettura storica. Indagini sul pavimento di S. Maria in Cosmedin a Roma / Asciutti, Michele; Barelli, Lia; Porrovecchio, Chiara. - In: MATERIALI E STRUTTURE. - ISSN 1121-2373. - 27-28:XIV(2025), pp. 159-174.
Contributi integrati per la conoscenza dell’architettura storica. Indagini sul pavimento di S. Maria in Cosmedin a Roma
michele asciutti;lia barelli;chiara porrovecchio
2025
Abstract
Il contributo illustra un percorso di ricerca e conoscenza integrata applicato allo studio del pavimento cosmatesco della basilica di Santa Maria in Cosmedin a Roma. L’indagine, condotta nell’ambito del progetto nazionale CHANGES, ha combinato ricerche storico-archivistiche, analisi architettonico-stratigrafiche e indagini diagnostiche non invasive, in particolare rilievi georadar (GPR), per ricostruire le trasformazioni moderne avvenute sul pavimento della basilica. I risultati ottenuti hanno consentito di individuare con precisione la morfologia e l’estensione di sepolture la cui localizzazione è nota, di collocare con maggiore esattezza interventi di cui si hanno informazioni generiche dalle sole fonti archivistiche, confermando e in alcuni casi integrando i dati documentari, e individuare strutture sotterranee non note. L’approccio multidisciplinare adottato dimostra l’efficacia dell’interazione tra metodologie tradizionali e strumenti tecnologici avanzati per la conoscenza, la conservazione e la valorizzazione dell’architettura storica, offrendo un modello operativo replicabile in contesti analoghi.| File | Dimensione | Formato | |
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