Il contributo è costruito nella forma di un dialogo tra Alberto Bologna e Carmen Andriani e analizza la nuova sede di EDP a Lisbona, progettata dallo studio ELEMENTAL di Alejandro Aravena e inaugurata nel 2024, collocandola all’interno della coerente parabola progettuale dell’architetto cileno, caratterizzata dall’impiego del calcestruzzo a facciavista. L’edificio si inserisce in un’area oggetti di rigenerazione urbana lungo il Tago, configurandosi come interfaccia tra città e waterfront e dialogando con architetture d’autore contigue, in particolare con la precedente sede EDP degli Aires Mateus. Il progetto interpreta le prescrizioni del masterplan attraverso la separazione in due grandi maniche monolitiche, collegate da un basamento ipogeo e da una topografia artificiale che trasforma lo spazio pubblico in un dispositivo urbano attivo. La materia cementizia, lasciata intenzionalmente grezza, diventa strumento di costruzione spaziale, memoria del processo edilizio e veicolo di un primitivismo consapevole, capace di coniugare rigore tecnico, sostenibilità ambientale e qualità civica. L’architettura di Aravena emerge così come sintesi tra massa e leggerezza, funzione e poetica del “non finito”, riaffermando una visione umanistica e inclusiva del progetto contemporaneo.
Monolite di cemento / Andriani, Carmen; Bologna, Alberto. - In: INDUSTRIA ITALIANA DEL CEMENTO. - ISSN 0019-7637. - n. 863, Dicembre 2025(2025), pp. 84-89.
Monolite di cemento
Alberto Bologna
2025
Abstract
Il contributo è costruito nella forma di un dialogo tra Alberto Bologna e Carmen Andriani e analizza la nuova sede di EDP a Lisbona, progettata dallo studio ELEMENTAL di Alejandro Aravena e inaugurata nel 2024, collocandola all’interno della coerente parabola progettuale dell’architetto cileno, caratterizzata dall’impiego del calcestruzzo a facciavista. L’edificio si inserisce in un’area oggetti di rigenerazione urbana lungo il Tago, configurandosi come interfaccia tra città e waterfront e dialogando con architetture d’autore contigue, in particolare con la precedente sede EDP degli Aires Mateus. Il progetto interpreta le prescrizioni del masterplan attraverso la separazione in due grandi maniche monolitiche, collegate da un basamento ipogeo e da una topografia artificiale che trasforma lo spazio pubblico in un dispositivo urbano attivo. La materia cementizia, lasciata intenzionalmente grezza, diventa strumento di costruzione spaziale, memoria del processo edilizio e veicolo di un primitivismo consapevole, capace di coniugare rigore tecnico, sostenibilità ambientale e qualità civica. L’architettura di Aravena emerge così come sintesi tra massa e leggerezza, funzione e poetica del “non finito”, riaffermando una visione umanistica e inclusiva del progetto contemporaneo.| File | Dimensione | Formato | |
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