L’articolo si propone di intraprendere un’analisi di alcune delle relazioni estetiche che intercorrono tra ambiente costruito e sistema corporeo-mentale attraverso l’esperienza della Mezquita Catedral di Córdoba. Questo brano urbano della città andalusa contiene tutti e tre i livelli di esperienza estetica contemplati dalla disciplina fondata da Alexander Gottlieb Baumgarten nel XVIII secolo: 1) quello della Biofilia, secondo la quale il bello sarebbe fortemente legato alla vitalità degli spazi naturali in quanto ancestrali rammenti genetici del nostro abitare nel-e-con la Natura; 2) quello Somaestetico, che riporta il corpo vivente, troppo spesso accantonato, al centro dell’esperienza estetica; 3) e infine, quello Neuro-estetico, che si propone di individuare quali siano i pattern cerebrali coinvolti quando si osserva ciò che si ritiene bello. L’esperienza estetica, di un’opera d’arte o d’architettura, è il frutto un complesso sistema percettivo-emotivo-cognitivo che si fonda su tre livelli ben distinti, i cui confini, però, non sono nettamente separati ma coesistono e prevalgono l’uno sull’altro a seconda delle circostanze: il livello biologico, radicato nel patrimonio ereditario, che emerge in modo particolare all’interno del Jardin de los Naranjos; quello corporeo, guidato da sensazioni somatiche, in questo caso fortemente accentuate dal complesso sistema labirintico esperito all’interno della Mezquita; e infine, il livello cognitivo, prevalentemente gestito dal sistema neocorticale e scosso dalla visione mistica dell’altare della Capilla Mayor.

Il giardino, il labirinto e l’altare. Esperienze estetiche nella Mezquita-Catedral di Córdoba / Sorrentino, Antonio. - In: POLEMOS. - ISSN 2281-9517. - V:2(2024), pp. 137-153. [10.48247/P2024-2-009]

Il giardino, il labirinto e l’altare. Esperienze estetiche nella Mezquita-Catedral di Córdoba

Antonio Sorrentino
2024

Abstract

L’articolo si propone di intraprendere un’analisi di alcune delle relazioni estetiche che intercorrono tra ambiente costruito e sistema corporeo-mentale attraverso l’esperienza della Mezquita Catedral di Córdoba. Questo brano urbano della città andalusa contiene tutti e tre i livelli di esperienza estetica contemplati dalla disciplina fondata da Alexander Gottlieb Baumgarten nel XVIII secolo: 1) quello della Biofilia, secondo la quale il bello sarebbe fortemente legato alla vitalità degli spazi naturali in quanto ancestrali rammenti genetici del nostro abitare nel-e-con la Natura; 2) quello Somaestetico, che riporta il corpo vivente, troppo spesso accantonato, al centro dell’esperienza estetica; 3) e infine, quello Neuro-estetico, che si propone di individuare quali siano i pattern cerebrali coinvolti quando si osserva ciò che si ritiene bello. L’esperienza estetica, di un’opera d’arte o d’architettura, è il frutto un complesso sistema percettivo-emotivo-cognitivo che si fonda su tre livelli ben distinti, i cui confini, però, non sono nettamente separati ma coesistono e prevalgono l’uno sull’altro a seconda delle circostanze: il livello biologico, radicato nel patrimonio ereditario, che emerge in modo particolare all’interno del Jardin de los Naranjos; quello corporeo, guidato da sensazioni somatiche, in questo caso fortemente accentuate dal complesso sistema labirintico esperito all’interno della Mezquita; e infine, il livello cognitivo, prevalentemente gestito dal sistema neocorticale e scosso dalla visione mistica dell’altare della Capilla Mayor.
2024
bellezza; architettura; biofilia; somaestetica; neuroestetica; esperienza
01 Pubblicazione su rivista::01a Articolo in rivista
Il giardino, il labirinto e l’altare. Esperienze estetiche nella Mezquita-Catedral di Córdoba / Sorrentino, Antonio. - In: POLEMOS. - ISSN 2281-9517. - V:2(2024), pp. 137-153. [10.48247/P2024-2-009]
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