Nel contributo si analizza la politica mediterranea di Ferdinando I de’ Medici (1587-1609), ampiamente studiata su fonti fiorentine, attraverso la prospettiva del nunzio pontificio Antonio Grimani, inviato dal pontefice Paolo V, in riferimento alla fase 1605-1609. Da un lato, l’azione diplomatica di Grimani svela l’attivismo di Ferdinando I nel tessere in stretto contatto con Roma diverse trame antiottomane, fino alla pur sfortunata impresa di Famagosta del 1607. Dall’altro, l’attività del nunzio rivela come Roma condizioni in più frangenti nel suo concreto divenire la politica mediterranea, perseguita dal granduca, costringendolo ad assumere posizioni non scevre da un certo grado di ambiguità come ad esempio durante la crisi dell’interdetto veneziano. Nel contempo, secondo le istruzioni ricevute da Roma, Grimani svolge una funzione di tutela del Cattolicesimo all’interno del granducato, vigilando sui due porti di Pisa e Livorno e sulla minaccia all’ortodossia prodotta dagli arrivi di ebrei ed inglesi, viceversa promossi dal granduca in persona, attraverso l’emanazione delle Livornine.
Il nunzio pontificio Antonio Grimani e la politica Mediterranea del granduca Ferdinando I (1605-1609) / Vitali, Francesco. - (2023), pp. 119-136. ( Il Mediterraneo fra storia e innovazione. Problemi e prospettive Viareggio ).
Il nunzio pontificio Antonio Grimani e la politica Mediterranea del granduca Ferdinando I (1605-1609)
Francesco Vitali
2023
Abstract
Nel contributo si analizza la politica mediterranea di Ferdinando I de’ Medici (1587-1609), ampiamente studiata su fonti fiorentine, attraverso la prospettiva del nunzio pontificio Antonio Grimani, inviato dal pontefice Paolo V, in riferimento alla fase 1605-1609. Da un lato, l’azione diplomatica di Grimani svela l’attivismo di Ferdinando I nel tessere in stretto contatto con Roma diverse trame antiottomane, fino alla pur sfortunata impresa di Famagosta del 1607. Dall’altro, l’attività del nunzio rivela come Roma condizioni in più frangenti nel suo concreto divenire la politica mediterranea, perseguita dal granduca, costringendolo ad assumere posizioni non scevre da un certo grado di ambiguità come ad esempio durante la crisi dell’interdetto veneziano. Nel contempo, secondo le istruzioni ricevute da Roma, Grimani svolge una funzione di tutela del Cattolicesimo all’interno del granducato, vigilando sui due porti di Pisa e Livorno e sulla minaccia all’ortodossia prodotta dagli arrivi di ebrei ed inglesi, viceversa promossi dal granduca in persona, attraverso l’emanazione delle Livornine.| File | Dimensione | Formato | |
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